Rosario Caciolli
Cenere, carbone e pagella
Cara Aversapuntoacapo, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio di questo nuovo anno, in compagnia di un mio amico psichiatra, per fare ritorno a casa ho attraversato Piazza Municipio. Ad un certo punto, con fanciullesco e gioioso stupore, abbiamo visto la Befana che, saltando dalla ruota non panoramica che è stata ivi montata, è atterrata sul balcone del sindaco e vi ha scaricato un grande sacco di juta sul quale abbiamo letto una enorme scritta: “Per il sindaco e la sua giunta. Contiene cenere e carbone”. Poi, d’incanto, a cavallo della sua turbo scopa, nel silenzio della notte, la vecchina è sparita tra le nuvole.
Condividendo le ragioni del dono della Befana, io, da docente scolastico non di primo pelo, e il mio amico, attingendo alle nostre esperienze professionali, ci siamo volentieri lasciati vincere dalla divertente tentazione di esprimere anche noi giudizi, di assegnare voti e di compilare una pagella sui protagonisti di questi sei mesi della nuova amministrazione.
Matacena Francesco, sindaco:
Imposto da esponenti politici discussi e discutibili, si è inserito nella realtà politica come esecutore di disposizioni che gli vengono serialmente impartite. Partecipa a tutte le manifestazioni ufficiali e non, illustrando sempre le proprie personali esperienze. Dotato di una sconfinata fantasia, per accreditarsi tende a parossistiche esagerazione che lo portano a disegnare un mondo immaginario in cui ama proporsi come reale protagonista, nel tentativo di farsi considerare un sindaco messianico. Si affida costantemente ad una logorrea nella quale, tra negazioni, affermazioni e dubbi, e facile smarrirsi e perderne la comprensione. Si dichiara sempre d’accordo con il suo interlocutore, chiunque questi sia e qualunque cosa sostenga. Assediato da varie fazioni, fatica a seguire e comprendere le trame politiche tuttora in atto alle sue spalle, che sono però arrivate a fargli smettere la maschera sorridente che indossava in permanenza. Per farvi fronte e per spegnerle, seguendo l’esempio e la sostanza dell’invocazione di Cetto La Qualunque, al grido di più gestione per tutti, ha assicurato che distribuirà consistenti parti di deleghe assessoriali a tutti i consiglieri della maggioranza, che ora sono in fremente e speranzosa attesa.
Delle sue promesse e degli impegni assunti in campagna elettorale si è persa ogni cognizione per cui resta solo il lontano suono delle sue cantilenanti parole. La città giace tuttora invivibile e ingovernata. Molti, per il suo bene e soprattutto per quello di Aversa, gli consigliano le dimissioni, termine, però, che non compare nel vocabolario mataceniano. Comunque è opinione comune che è molto improbabile che il poverino potrà sopravvivere.
Voto (solo per ragioni umanitarie, per non distruggere completamente un sogno): 4 – -.
Oliva Alfonso, vicesindaco, assessore al contenzioso, all’istruzione scolastica e ai grandi eventi
Sponsorizzato dal noto consigliere regionale Giovanni Zannini e super premiato da Matacena, che si era sgolato e svenduto per convincerlo a schierarsi a suo favore, è assurto ad incarichi assessoriali del tutto spropositati, specie dopo l’abbandono di uno dei due consiglieri che facevano riferimento a lui. Ha una concezione ipercinetica della politica e perciò mostra un interesse discontinuo e selettivo a secondo dei contenuti che gli vengono proposti. Sempre disposto e pronto a migrazioni partitiche o di gruppo, purché finalizzate a proprie posizioni di potere. È tuttora bersaglio di commenti non lusinghieri perché, creatore di uno slogan contro ex suoi avversari politici diventati ora suoi amici di schieramento, si è visto restituire il contenuto derisorio di quella sua invettiva politica sulla propria persona, a causa dei numerosi insuccessi di cui si è reso autore in questi sei mesi. Disastroso nella gestione del settore scolastico, noncurante della significativa differenza tra attività gestionale e attività politica, ha mostrato un deplorevole pressapochismo dilettantesco nella organizzazione delle festività natalizie, risoltasi tra la generale e rabbiosa delusione degli aversani e un presumibile danno erariale. Forte della esperienza di un passato professionale che lo ha visto sorprendentemente destinatario di più che lucrosi e nebulosi incarichi, si mostra troppo visceralmente attaccato alla gestione assessoriale dell’imponente contenzioso del Comune, dalla quale dovrebbe essere quanto prima defenestrato. Al momento sembra molto preoccupato anche della sua rimozione dalla carica di vicesindaco, sinora rimasta senza esito per lui, considerato che Matacena si è cucito sulla pelle con filo ultraresistente la fascia tricolore. Elemento inutile, se non dannoso, per il soddisfacimento dell’interesse pubblico da perseguire, non può aspirare nemmeno ad una minima votazione per profitto, condotta e affidabilità.
Voto: 0
Rosario Caciolli
Cari lettori, per non appesantire la lettura, i giudizi, i voti e le pagelle degli altri amministratori verranno pubblicati a puntate, quanto prima.