AVERSA, LA PROROGA DOPO LA SCADENZA: QUANDO LA MACCHINA COMUNALE ARRIVA SEMPRE IN RITARDO

Redazione·

C’è qualcosa di involontariamente comico, se non fosse drammaticamente serio, nella vicenda della sosta a pagamento ad Aversa. Con questa amministrazione Matacena succede l’incredibile: il contratto scade il 2 agosto e la proroga arriva il 5 agosto. Non è una battuta. È scritto negli atti del Comune. Parliamo della gestione della sosta a pagamento affidata a Publiparking. Il contratto era arrivato alla sua naturale scadenza il 2 agosto 2026. Tre giorni dopo, il precedente dirigente dell’Area Vigilanza, Stefano Guarino, decideva di prorogarlo per altri due mesi. Partito Guarino per la sua nuova destinazione romana, lo sostituisce il dirigente Giovanni Guanci, che esamina le carte, chiede il parere dell’Avvocatura comunale e mette fine alla vicenda: la determina di proroga viene annullata in autotutela.

La ragione è tanto semplice quanto imbarazzante: un contratto già scaduto non può essere prorogato tre giorni dopo la sua fine. Come dire: il treno è partito il 2 agosto e il Comune ha comprato il biglietto il 5 di agosto. E non basta. La stessa determina annullata prevedeva che la proroga diventasse esecutiva con l’attestazione della copertura finanziaria, ma, secondo il provvedimento a firma Guanci, quell’attestazione non è mai stata acquisita.

Quindi abbiamo una proroga adottata dopo la scadenza e, oltretutto, senza attestarne la prevista copertura finanziaria. Più che programmazione, sembra amministrazione in modalità emergenza e confusione perenni.

Ma la vera domanda, quella politica, è un’altra: dove era il Comune prima del 2 agosto? La scadenza non era una sorpresa, ma conosciuta, conoscibile e comunque da conoscere. Se il servizio doveva continuare, bisognava muoversi per tempo, predisporre una nuova procedura e garantire una soluzione regolare. Invece si è aspettato che il contratto finisse e poi si è tentato di correre ai ripari, ma, come al solito, inciampando vistosamente: è davvero curioso che ad Aversa persino le proroghe arrivino quando il tempo è già scaduto.

E qui la domanda diventa inevitabile: dove era l’Amministrazione quando il contratto stava per scadere? Dove era la programmazione? Dove era la nuova procedura di affidamento? Dove erano gli uffici? Dove erano il sindaco e la Giunta? E soprattutto: chi doveva accorgersi che il calendario correva più velocemente della macchina amministrativa?

Perché la scadenza del 2 agosto non è arrivata improvvisamente come un temporale estivo. Era scritta in un contratto e non è una sorpresa meteorologica, e neppure un evento imprevedibile.

Molti aversani, nel sorridere amaramente e nell’elencare i vistosi e numerosi flop da record della giunta Matacena, hanno ricordato che questa è una vicenda di pari gravità a quella del servizio di mensa scolastica, quando, mesi fa,  si scoprì l’assenza di qualsiasi contratto in essere, perché quello che si presumeva in essere e vigente era ormai scaduto da anni e mai rinnovato.

Il problema è che le corse dell’ultimo minuto, di questa amministrazione Matacena, possono diventare molto costose. Publiparking ha già presentato al sindaco, con una sua nota del 19 agosto, le proprie contestazioni. E ora incombe il rischio di un ponderoso contenzioso. Ma se arriverà un conto da pagare, chi lo pagherà? Questa è la domanda che il sindaco e la Giunta dovrebbero affrontare pubblicamente, perché non basta dire che la determina è stata annullata. Bene aver corretto l’errore, se di errore si è trattato, ma bisogna spiegare perché, anche questa volta, a coronamento di una lunghissima serie, si sia arrivati a commetterlo.  Perché una cosa bisogna dare per certa: il Comune sapeva, o avrebbe dovuto sapere, quando il contratto sarebbe scaduto e avrebbe dovuto arrivare preparato alla sua scadenza, non scoprirla tre giorni dopo.

Naturalmente, le responsabilità amministrative dei dirigenti sono una cosa e quelle politiche del sindaco e della Giunta un’altra, visto che governano anche attraverso la programmazione e il controllo della macchina amministrativa.

Per questo il sindaco dovrebbe dire ai cittadini, senza giri di parole e senza restare in sorridente silenzio quando, di fronte a vicende eclatanti,  non è in grado di fornire spiegazioni accettabili, come sia stato possibile arrivare a una proroga dopo la scadenza e quali conseguenze economiche questa vicenda potrebbe produrre per il Comune e quindi per le tasche degli aversani. Perché le determine si possono annullare, le carte si possono riscrivere, gli errori si possono  correggere, ma  se alla fine arriverà un conto, quello lo pagheranno  solo i cittadini.

L’ultima domanda: domani sosta a gogò gratis? Evviva, evviva: comme è bella, comme è bella ‘a città e Pullcinella”

“ALLEANZA per l’ITALIA”