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	<title>Mauro Baldascino, Autore presso aversapuntoacapo.it</title>
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	<title>Mauro Baldascino, Autore presso aversapuntoacapo.it</title>
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		<title>Due parchi, due pesi e due misure</title>
		<link>https://aversapuntoacapo.it/due-parchi-due-pesi-e-due-misure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldascino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 17:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA Due parchi, due pesi e due misure Il Comune di Aversa ha annunciato due modelli opposti per gestire i parchi cittadini — ma solo uno dei due è stato davvero messo in pratica. Ad aprile, per i parchi &#8220;Ninì Grassia&#8221; e &#8220;Valerio Taglione&#8221;, la Giunta aveva annunciato la gestione condivisa con le associazioni ... <a title="Due parchi, due pesi e due misure" class="read-more" href="https://aversapuntoacapo.it/due-parchi-due-pesi-e-due-misure/" aria-label="Per saperne di più su Due parchi, due pesi e due misure">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA<br />
Due parchi, due pesi e due misure</p>
<p>Il Comune di Aversa ha annunciato due modelli opposti per gestire i parchi cittadini — ma solo uno dei due è stato davvero messo in pratica.</p>
<p>Ad aprile, per i parchi &#8220;Ninì Grassia&#8221; e &#8220;Valerio Taglione&#8221;, la Giunta aveva annunciato la gestione condivisa con le associazioni (Patti di Collaborazione): cura del verde, custodia, attività sociali — a costo zero per il Comune. Da allora, però, non è successo nulla: nessun avviso pubblico, nessun patto firmato. Tutto fermo.</p>
<p>Ad agosto, per i parchi &#8220;Pozzi&#8221; e &#8220;Balsamo&#8221;, la Giunta ha scelto invece la concessione a un privato, con diritto esclusivo di gestire anche il bar, per cinque anni rinnovabili — e questa volta, in piene ferie estive, è passata dalla delibera alla gara in un solo giorno.</p>
<p>Per Pozzi — grande e complesso — un modello diverso può avere senso anche se non è mai stata fatta una reale valutazione. Ma Balsamo è un parco di quartiere, simile a Grassia e Taglione. L&#8217;unica differenza è che si trova in una zona più densamente abitata: cioè un bacino di clienti più ampio per chi gestirà il bar. Se è questo il criterio che ha spinto il Comune a scegliere per Balsamo la concessione commerciale invece del modello partecipativo, vuol dire che a orientare la scelta è stata la convenienza per un futuro gestore privato, non l&#8217;interesse dei cittadini che vivono quel parco.<br />
Il Comune non lo ha mai spiegato. E finché non lo fa, la domanda resta aperta — ed è legittima.</p>
<p>Un progetto gratuito, promesso e mai realizzato. Un altro, più redditizio per un privato, realizzato a tempo di record. Per questo serve chiarezza da parte del Comune.</p>
<p>Mauro Baldascino</p>
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		<title>UN PARCO NON È UN&#8217;AZIENDA, UN PARCO NON È UN LOCALE CON GLI ALBERI INTORNO</title>
		<link>https://aversapuntoacapo.it/unu-parco-non-e-una-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldascino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 17:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UN PARCO NON È UN&#8217;AZIENDA, UN PARCO NON È UN LOCALE CON GLI ALBERI INTORNO Riflessione aperta alla città sull&#8217;idea di bene comune che abbiamo (o non abbiamo) Il Sindaco ha annunciato con entusiasmo l&#8217;atto di indirizzo per la concessione dei parchi Pozzi e Balsamo. L&#8217;ha definita &#8220;un&#8217;altra bella notizia&#8221;, &#8220;la soluzione più concreta e ... <a title="UN PARCO NON È UN&#8217;AZIENDA, UN PARCO NON È UN LOCALE CON GLI ALBERI INTORNO" class="read-more" href="https://aversapuntoacapo.it/unu-parco-non-e-una-azienda/" aria-label="Per saperne di più su UN PARCO NON È UN&#8217;AZIENDA, UN PARCO NON È UN LOCALE CON GLI ALBERI INTORNO">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>UN PARCO NON È UN&#8217;AZIENDA,<br />
UN PARCO NON È UN LOCALE CON GLI ALBERI INTORNO<br />
Riflessione aperta alla città sull&#8217;idea di bene comune che abbiamo (o non abbiamo)</p>
<p>Il Sindaco ha annunciato con entusiasmo l&#8217;atto di indirizzo per la concessione dei parchi Pozzi e Balsamo. L&#8217;ha definita &#8220;un&#8217;altra bella notizia&#8221;, &#8220;la soluzione più concreta e sostenibile&#8221;, &#8220;un impegno mantenuto&#8221;. Le parole scelte non sono casuali: efficiente, concreta, sostenibile, dignità. È il vocabolario dell&#8217;impresa applicato al verde pubblico.</p>
<p>Quella delibera pensiamo abbia molte irregolarità tecniche e giuridiche. Ma vorrei condividere una riflessione che va oltre le questioni tecniche, i pareri mancanti, i ricorsi possibili. Cose importanti, ma che rischiano di farci perdere di vista il punto politico vero: che cos&#8217;è, per noi, un parco?</p>
<p>Non è in discussione se i parchi vadano curati. Su questo siamo tutti d&#8217;accordo: erba tagliata, bagni puliti, sicurezza, attività per le famiglie. Nessuno vuole i cancelli chiusi o il degrado cui abbiamo assistito in questi due anni di amministrazione.<br />
La domanda è un&#8217;altra: che idea di parco avete in mente?</p>
<p>La visione del Sindaco: il parco come azienda<br />
Nella narrazione dell&#8217;Amministrazione scritta nella delibera, il parco è una struttura complessa che richiede una gestione efficiente. E chi sa gestire in modo efficiente, accertato il fallimento del comune? L&#8217;imprenditore. Colui che apre il bar, vende i panini e le granite, paga le bollette, assume chi taglia l&#8217;erba. Un&#8217;azienda privata, insomma, che in cambio della manutenzione si tiene il diritto di fare commercio in posizione di monopolio dentro uno spazio pubblico. È una figura legittima, per carità. Ma è una figura che, per definizione, deve fare utile. Deve fatturare. Deve ottimizzare i ricavi e comprimere i costi. E quando i conti non tornano — perché piove, perché è inverno, perché la crisi morde — è inevitabile che a farne le spese sia la qualità del servizio pubblico: i bagni meno puliti, l&#8217;erba tagliata di rado, gli orari ridotti, i prezzi delle bibite che salgono.<br />
Quando le attività commerciali sono esclusive ed essenziali per la vita del Parco, se il bar chiude perché non fattura abbastanza, chiude anche il parco (è scritto nella delibera: &#8220;la chiusura resta condizionata all&#8217;attività della buvette&#8221;). Si è stabilito che non è il Comune a decidere gli orari, nell&#8217;interesse della collettività, bensì il Sindaco ha consegnato le chiavi di un bene di tutti al registratore di cassa di un privato. Entrare al Parco Pozzi o al Parco Balsamo smette di essere un diritto e diventa un&#8217;esperienza di consumo.</p>
<p>È una visione forse “lecita”, ma non è l&#8217;unica possibile. Anzi, è una visione vecchia: quella degli anni &#8217;90, quando si pensava che il privato fosse sempre meglio del pubblico, e che un parco si misurasse in fatturato e ore di apertura.</p>
<p>L&#8217;altra visione: il parco come bene comune<br />
C&#8217;è un&#8217;altra idea di parco, ed è quella che noi difendiamo. Un parco non è un&#8217;azienda, è un “bene comune”. Non produce fatturato, produce benessere. Non ha clienti, ha cittadini. Non cerca il profitto, cerca la coesione sociale, l&#8217;educazione ambientale, l&#8217;inclusione, la salute.</p>
<p>E c&#8217;è una categoria di soggetti che sa fare esattamente questo: il Terzo Settore.</p>
<p>Cooperative sociali, associazioni culturali, ambientali, sportive. Enti che non distribuiscono utili al proprietario o agli azionisti, ma li reinvestono nella missione. Soggetti che in Italia gestiscono centinaia di parchi pubblici meglio di qualsiasi barista, perché assumono educatori che fanno doposcuola sotto gli alberi; organizzano orti didattici per le scuole; creano percorsi sensoriali per bambini con disabilità; promuovono ginnastica dolce per gli anziani; attivano biblioteche degli alberi e cinema all&#8217;aperto; inseriscono al lavoro persone svantaggiate (persone con disabilità, giovani NEET, ex detenuti); fanno educazione ambientale con le famiglie; costruiscono comunità, non clientele.</p>
<p>Tutto questo, il Sindaco non l&#8217;ha nemmeno preso in considerazione. La sua delibera parla solo di somministrazione di alimenti e bevande, taglio dell&#8217;erba, pulizia dei bagni. Le parole &#8220;cooperativa sociale&#8221;, &#8220;associazione&#8221;, &#8220;educazione&#8221;, &#8220;inclusione&#8221;, &#8220;bene comune&#8221; non esistono proprio nell&#8217;atto di indirizzo. Eppure queste realtà non misurano il successo di un parco in scontrini battuti. Lo misurano in bambini che tornano, in anziani che escono di casa, in ragazzi che imparano un mestiere, in vicini di casa che si conoscono. Producono benessere. E lo fanno perché è la loro missione, non solo perché devono fatturare.</p>
<p>Il paradosso del &#8220;cambiamento&#8221;<br />
Il Sindaco parla di &#8220;nuovo futuro&#8221;, di &#8220;cambiamento finalmente arrivato dopo tanti anni&#8221;. Ma quale cambiamento? Affidare un parco ad un privato gestore di bar è la cosa meno nuova che si possa fare. È la ricetta standard di vent&#8217;anni fa, quella che ha già fallito in decine di città italiane, dove i parchi affidati ai privati si sono trasformati in locali notturni con gli alberi intorno, o sono stati abbandonati quando il business non rendeva abbastanza.</p>
<p>Il vero cambiamento sarebbe stato un altro: aprire un tavolo con i cittadini ed il Terzo Settore aversano — e ce n&#8217;è tanto, e di qualità — che non può essere coinvolto e sfruttato solo quando conviene per fare cartelloni, foto di propaganda e tagliare nastri. Perché queste realtà, che vivono e animano la città ogni giorno, così care all&#8217;amministrazione quando devono tirarla fuori dai problemi, sono state escluse a priori. La partecipazione andava promossa, chiedendo ai cittadini: come immaginate questi parchi? Cosa potremmo fare insieme? Costruire un Patto di Collaborazione, come hanno fatto centinaia di Comuni italiani. Sperimentare una gestione comunitaria, dove il parco è curato da chi ci vive intorno, non da chi ci deve lucrare. Eppure questa modalità è stata proposta di recente, proprio da una rete di associazioni (Hubitat Creativo) che ha chiesto all’amministrazione di co-progettare e definire un Patto di collaborazione per l’utilizzo del Parco Ninì Grassia e prima ancora da tante altre realtà associative per l’uso del Parco Valerio Taglione.<br />
Perchè non avete incontrato, prima di scrivere questa delibera, le cooperative sociali, le associazioni, i comitati di quartiere, le scuole del territorio? Perché non avete chiesto loro cosa potrebbe diventare quel parco? O avete parlato solo con chi potrebbe gestirne il bar?<br />
Perché da questa risposta dipende molto del futuro dei nostri spazi pubblici. E, in fondo, del tipo di città che vogliamo essere.</p>
<p>Questo sarebbe stato innovativo. Questo sarebbe stato davvero &#8220;un nuovo futuro&#8221;.</p>
<p>Una domanda semplice<br />
Chiediamoci, da cittadini, una cosa sola: che parco vogliamo per i nostri figli?<br />
Vogliamo un parco che è l&#8217;appendice di un bar, dove si entra per consumare e si esce quando il gestore abbassa la saracinesca?<br />
Oppure vogliamo un parco che è il cuore vivo del quartiere, dove si impara, si gioca, si incontra, si cresce insieme, indipendentemente da quanti soldi hai in tasca?</p>
<p>Noi sappiamo da che parte stare. E crediamo che Aversa meriti di meglio di un bar con le panchine intorno. I parchi sono nostri. Di tutti. E i beni comuni si curano con la comunità, non con la cassa del bar.<br />
Una riflessione e una mobilitazione pubblica su questi temi è diventata urgente!<br />
Mauro Baldascino</p>
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		<item>
		<title>Il nostro monumento simbolo trattato come il balcone di un condominio</title>
		<link>https://aversapuntoacapo.it/il-nostro-monumento-simbolo-trattato-come-il-balcone-di-un-condominio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldascino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 15:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consigliere comunale Mauro Baldascino L&#8217;Arco dell&#8217;Annunziata non può essere trattato come il balcone di un condominio appendendoci le lucine di Natale. Ha ragione la Soprintendenza ai Beni Culturali quando chiede di rimuovere le luminarie installate sul monumento simbolo della nostra Città.Ma quale assessore ha autorizzato quelle lucine così Kitsch e costate anche tanto?È necessario ... <a title="Il nostro monumento simbolo trattato come il balcone di un condominio" class="read-more" href="https://aversapuntoacapo.it/il-nostro-monumento-simbolo-trattato-come-il-balcone-di-un-condominio/" aria-label="Per saperne di più su Il nostro monumento simbolo trattato come il balcone di un condominio">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il consigliere comunale Mauro Baldascino</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>L&#8217;Arco dell&#8217;Annunziata non può essere trattato come il balcone di un condominio appendendoci le lucine di Natale. Ha ragione la Soprintendenza ai Beni Culturali quando chiede di rimuovere le luminarie installate sul monumento simbolo della nostra Città.Ma quale assessore ha autorizzato quelle lucine così Kitsch e costate anche tanto?È necessario trattare il nostro patrimonio architettonico e monumentale con la dignità che meritano, valorizzandolo con sistemi di illuminazione che ne esaltino la bellezza, come già fatto ad esempio con il Campanile del Duomo, il Palazzo De Rebursa e lo stesso Municipio. Illuminazioni artistiche che in maniera “permanente” valorizzino il nostro patrimonio, evitando di trasformarlo in mere attrazioni temporanee di cattivo gusto.Ricordiamoci che abbiamo il compito di essere custodi temporanei di questo enorme patrimonio e che è nostro compito valorizzarlo trovando soluzioni che uniscano tradizione ed estetica. Per questo serve un intervento che coniuga eleganza e sostenibilità per affermare il ruolo dell&#8217;Arco come punto focale della nostra identità cittadina.Le risorse economiche vanno utilizzate in questo modo, affinché le bellezze e il patrimonio storico di Aversa siano vissute e preservate con rispetto e cura per le generazioni future.Invito l&#8217;Amministrazione Comunale a rispettare la richiesta della Soprintendenza ed ad elaborare un piano artistico di valorizzazione luminosa permanente che esalti l&#8217;Arco dell&#8217;Annunziata, allo stesso tempo chiediamo che si allacci immediatamente la corrente dell&#8217;illuminazione del Campanile del Duomo.Questa vicenda deve insegnare che è necessario essere più oculati ed efficienti nell’utilizzo del denaro pubblico.Non possiamo trattare il nostro centro storico sempre come un perenne e permanente centro commerciale. Le lucine occasionali lasciamole agli Outlet, noi abbiamo una bellezza irripetibile, unica, quella dei nostri monumenti, della nostra storia.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Comunicato Stampa: Una Maggioranza Senza onore e benemeriti</title>
		<link>https://aversapuntoacapo.it/comunicato-stampauna-maggioranza-senza-onore-e-benemeriti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldascino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 10:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra illustre maggioranza amministrativa oggi ha deciso di scomparire, subito dopo le comunicazioni delle linee programmatiche del Sindaco. Proprio quando avremmo dovuto conferire la cittadinanza onoraria e benemerita a due figure di spicco della nostra comunità e del Paese, la maggioranza si è squagliata. Ebbene sì, mentre ci aspettavamo un festoso applauso e una ... <a title="Comunicato Stampa: Una Maggioranza Senza onore e benemeriti" class="read-more" href="https://aversapuntoacapo.it/comunicato-stampauna-maggioranza-senza-onore-e-benemeriti/" aria-label="Per saperne di più su Comunicato Stampa: Una Maggioranza Senza onore e benemeriti">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nostra illustre maggioranza amministrativa oggi ha deciso di scomparire, subito dopo le comunicazioni delle linee programmatiche del Sindaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio quando avremmo dovuto conferire la cittadinanza onoraria e benemerita a due figure di spicco della nostra comunità e del Paese, la maggioranza si è squagliata. Ebbene sì, mentre ci aspettavamo un festoso applauso e una cerimonia emozionante, ci siamo ritrovati con un Consiglio Comunale desolatamente vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo fare a meno di notare che, in assenza di un numero legale, la maggioranza ha dimostrato, ancora una volta, di essere senza onore e senza benemeriti.<br />
Come possiamo parlare di onorificenze se chi dovrebbe celebrarle non riesce nemmeno a garantire il numero legale in un momento così importante?</p>
<p style="text-align: justify;">Le spaccature dei gruppi di maggioranza, oramai evidenti, si manifestano anche nei momenti più solenni.</p>
<p style="text-align: justify;">I consiglieri di opposizione<br />
<em><strong>Mauro Baldascino, Mario De Michele, Marco Girone e Antonio Mottola</strong></em></p>
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		<title>Dichiarazione di Mauro Baldascino sulla vicenda Orlando</title>
		<link>https://aversapuntoacapo.it/dichiarazione-di-mauro-baldascino-sulla-vicenda-orlando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldascino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 08:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi dispiace che Orlando De Cristofaro non gradisca le nostre segnalazioni e i nostri dubbi sulla sua nomina ad assessore. Il nostro interesse non è attaccarlo ma evitare che qualche leggerezza o errore possa causare danni gravi per il Comune.Già quando furono pubblicati i Decreti di nomine degli Assessori sollevammo dei dubbi sulla validità di ... <a title="Dichiarazione di Mauro Baldascino sulla vicenda Orlando" class="read-more" href="https://aversapuntoacapo.it/dichiarazione-di-mauro-baldascino-sulla-vicenda-orlando/" aria-label="Per saperne di più su Dichiarazione di Mauro Baldascino sulla vicenda Orlando">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi dispiace che Orlando De Cristofaro non gradisca le nostre segnalazioni e i nostri dubbi sulla sua nomina ad assessore. Il nostro interesse non è attaccarlo ma evitare che qualche leggerezza o errore possa causare danni gravi per il Comune.<br>Già quando furono pubblicati i Decreti di nomine degli Assessori sollevammo dei dubbi sulla validità di quella di De Cristofaro, perché ritenevamo che la nomina doveva essere accettata dall’interessato, manifestando in modo formale e inequivocabile la sua volontà di assumere la carica. Segnalammo, infatti, che delegare il consigliere Raffaele Oliva ad accettare il suo incarico poteva essere inidoneo. Abbiamo chiesto, pertanto, di conoscere tutti gli atti e, dopo quasi tre mesi, scopriamo addirittura che la delega e l’accettazione per delega non sono mai state neanche protocollate presso gli uffici comunali. La registrazione di protocollo è una condizione necessaria per conferire valore giuridico ai documenti e acquisirli brevi manu rappresenta una violazione di principi generali di trasparenza e tracciabilità degli atti amministrativi.<br>Noi temiamo che, se la nomina De Cristofaro è illegittima, perché non ha ancora accettato regolarmente l’incarico, chiunque abbia interesse potrebbe impugnare ed invalidare gli atti in cui è coinvolto. Sarebbe un potenziale danno per l’Amministrazione.<br>Era stato chiesto un parere all’ex Segretario generale sulla regolarità della procedura dal consigliere Dino Carratù. Non è stata data ancora una risposta. Se ci assicurano che le delibere proposte da De Cristofaro, in qualità di assessore all&#8217;Urbanistica e Edilizia Privata, allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP), alle Attività Produttive e Commercio, alla Fiera Settimanale e al Mercato Ortofrutticolo, non sono a rischio di essere impugnate ed invalidate da parte di soggetti interessati, per noi il caso è chiuso.<br>Dovrebbe essere obiettivo comune, anche di De Cristofaro, evitare che i vizi o gli errori procedurali possano creare problemi all&#8217;amministrazione comunale. Mauro Baldascino</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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