Questa è la voce della seconda generazione, cioè di figli di immigrati nati, cresciuti e residenti in Italia, ma che conservano idealità, valori e concezioni di vita diversi ma del tutto contrastanti con i nostri. Naturalmente, va precisato e ribadito, a beneficio delle “anime belle” cosiddette progressiste, che le ampie e più giustificate perplessità e riserve nutrite da grande parte degli italiani per questa situazione non riguardano quelle di professare una religione diversa, di rispettare un altro calendario, e così via enumerando. Lo sconcerto e la preoccupazione riguardano invece l’aperto atteggiamento di sfida al nostro sistema di vita, alla nostra cultura, alle nostre plurimillenarie tradizioni. Per non parlare poi della convinta e martellante predicazione della sharia, come norma fondamentale della loro vita e che afferma principi e regole che, tra l’altro, contrastano apertamente, e innanzitutto, con la libertà di religione. Insomma, anche questa seconda generazione ( o almeno una sua parte consistente, come quella che ha occupato la piazza del Duomo di Milano, manifesta una determinata e lucida avversione proprio verso quella società che li ha accolti, li ha ospitati e li ospita , e nella quale, malgrado tutto, si “ostina” a vivere. Una ostinazione, questa, che arriva anche a significare e arrivare ad atti di violenza ? E’ innegabile che tutto questo genera una costante e non lieve preoccupazione che, va sottolineato, sempre a beneficio di quelle “anime belle”, non si nutre nei confronti di altre etnie e religioni.
Ma allora bisogna riconoscere che la compianta Oriana Fallaci aveva ragione quando scriveva di questi pericoli e con una certa veemenza sollecitava tutti a “curare” una malattia che rischiava di minare il corpo del nostro Paese ?