Da Aversa al vertice d’Europa: Pasquale D’Aniello e la forza del sitting volley
Aversa ha molti problemi da affrontare. La storia del tecnico aversano e della Nazionale femminile mostra, intanto, quanto lontano possano arrivare il lavoro sportivo e un gruppo affiatato.
Aversa conosce bene le difficoltà quotidiane: il traffico, la cura degli spazi pubblici, la sicurezza, la gestione dei rifiuti. Sono temi sui quali la città deve pretendere risposte. Ma raccontare Aversa significa anche dare spazio alle persone che, attraverso la scuola e lo sport, costruiscono occasioni e portano il nome della città oltre i suoi confini.
Una di queste persone è Pasquale D’Aniello, allenatore aversano oggi alla guida della Nazionale femminile di sitting volley. Per chi non conosce la disciplina, si tratta di una forma di pallavolo giocata seduti sul terreno, su un campo più piccolo e con una rete più bassa. Richiede rapidità negli spostamenti, tecnica e intesa tra compagne. È sport paralimpico, ma soprattutto sport agonistico: basta seguire uno scambio per accorgersi della sua intensità.
D’Aniello porta in questa esperienza una lunga storia nella pallavolo giovanile. Nel 2015 figurava come viceallenatore della Nazionale Under 20 femminile che comprendeva, tra le altre, Paola Egonu, Anna Danesi e Alessia Orro. È un dettaglio che aiuta a capire il percorso del tecnico, senza confondere quella squadra con l’attuale Nazionale di sitting volley.
Il 2 agosto 2025, a Győr, in Ungheria, le azzurre guidate da D’Aniello hanno conquistato il secondo titolo europeo consecutivo. In finale hanno battuto i Paesi Bassi 3-0, con parziali di 25-13, 25-18 e 25-14. Il dato che racconta meglio quel torneo è il percorso completo: sette vittorie in sette partite, senza perdere un set. Il primo oro europeo era arrivato a Caorle nel 2023.
Il cammino è proseguito nell’autunno del 2025 con il terzo posto alla World Cup disputata negli Stati Uniti. Poi, nel luglio 2026, la Nazionale ha affrontato i Mondiali a Hangzhou, in Cina. Dopo l’eliminazione ai quarti contro gli Stati Uniti, le azzurre hanno chiuso al quinto posto, battendo l’Ucraina 3-1 nell’ultima gara. Anche questo risultato merita di essere raccontato: dà la misura della competitività raggiunta dalla squadra e della strada che resta da percorrere verso Los Angeles 2028.
A D’Aniello va il riconoscimento per il lavoro tecnico. Alle atlete e all’intero staff va il merito di aver trasformato quel lavoro in risultati. Per Aversa è una storia di cui essere orgogliosa e, forse, uno stimolo concreto: sostenere lo sport significa offrire impianti, continuità e possibilità di praticarlo, anche a chi oggi fatica a trovare spazio.