Carmine, è allarme ingressi abusivi

Il Mattino – Cronaca Caserta, Aversa – lunedì 6 luglio 2026, p. 23

▸ Video social virale: in quattro si arrampicano sulla chiesa Di Grazia: «Denuncia già fatta nel 2024, si rischia una tragedia»

▸ L’edificio ancora chiuso dopo i lavori di messa in sicurezza. Proposto l’affido ai volontari per visite a ipogeo e sacrestia

Nicola Rosselli

Negli ultimi giorni un nuovo video, diventato virale sui social, ha riportato al centro dell’attenzione il degrado del complesso monumentale del Carmine di Aversa. Le immagini mostrano quattro giovani che, incuranti del pericolo, riescono ad accedere all’area e a salire fin sulla base della maestosa cupola della chiesa, sfidando il rischio di una possibile tragedia. A rilanciare l’allarme è stato l’ex poliziotto e cultore di storia patria Paolo Di Grazia che, con un duro intervento, denuncia come episodi del genere non siano affatto nuovi.

«Cosa si aspetta per riaccendere i riflettori? Che ci scappi il morto?», scrive, ricordando di aver già segnalato la situazione il 17 luglio 2024 con fotografie che documentavano persone arrampicate sulla struttura. Da allora, però, nulla sarebbe cambiato e gli accessi abusivi continuerebbero a ripetersi con frequenza. La vicenda riporta inevitabilmente alla memoria quanto accaduto nel febbraio del 2024, quando la Procura di Napoli Nord dispose il sequestro della chiesa per il concreto rischio di crolli. Sul posto intervennero carabinieri, vigili del fuoco e tecnici della Soprintendenza, mentre l’area venne interdetta per motivi di sicurezza. Nei mesi precedenti alcuni volontari avevano tentato di richiamare l’attenzione delle istituzioni effettuando interventi di pulizia all’interno dell’edificio, già aperto e frequentato da senza fissa dimora. Un’iniziativa che suscitò anche donazioni di materiale edile da parte di privati per consentire opere di messa in sicurezza. Successivamente arrivò il sequestro e furono eseguiti diversi lavori, tra cui il consolidamento della cupola con un’imponente struttura metallica, la pulizia delle caditoie e altri interventi di protezione. Per Di Grazia, però, conclusi quei lavori e tolti i sigilli, il complesso sarebbe ricaduto nell’oblio.

Da qui la proposta di affidare la chiesa e gli spazi annessi ad associazioni di volontariato in grado di garantirne custodia, valorizzazione e apertura al pubblico, rendendo finalmente visitabili l’antico ipogeo e la sacrestia, considerati tra gli ambienti storici più affascinanti della città. Il complesso del Carmine rappresenta infatti uno dei monumenti simbolo di Aversa. Fondato nel XIV secolo e ricostruito nelle forme barocche nel Settecento, possiede una delle cupole più alte della città e un prezioso ipogeo destinato alle sepolture dei religiosi. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, il monastero ha conosciuto numerose destinazioni d’uso: dapprima scuderia e caserma di cavalleria, poi distretto militare e, negli anni Settanta e fino al periodo successivo al terremoto del 1980, sede del liceo scientifico “Enrico Fermi”. Da allora l’intero complesso è stato progressivamente abbandonato, diventando vittima di furti, vandalismi e continui saccheggi che hanno cancellato gran parte del patrimonio artistico originario. Oggi, mentre sui social scorrono immagini di ragazzi che passeggiano sulla cupola mettendo a rischio la propria vita, torna una domanda che da anni accompagna la storia del Carmine: basteranno gli allarmi e le denunce a evitare una tragedia e a restituire finalmente uno dei monumenti più importanti di Aversa alla città?

Didascalia originale: L’INCURSIONE – I ragazzi si sono arrampicati a rischio della vita

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