Alleanza per l’Italia: Esordio cn il pieno di consensi

Livia Fattore

Non un partito, non una lista elettorale, non l’ennesimo cartello destinato a vivere una stagione politica e poi dissolversi. È il messaggio che il magistrato Pasquale Giuliano, già parlamentare e sottosegretario alla Giustizia, ha voluto lanciare nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’associazione politico-culturale “Alleanza per l’Italia”, tenutasi ieri sera nell’aula consiliare del Comune di Aversa. L’incontro, coordinato dalla giornalista Veronica Boccagna (in foto con Giuliano), ha rappresentato il debutto pubblico di un progetto che si propone di aggregare energie civiche, professionali e culturali dell’area liberal-democratica e popolare in un momento in cui il centrodestra locale continua a fare i conti con divisioni e difficoltà di sintesi. Fin dalle prime domande dei giornalisti, Giuliano ha voluto sgombrare il campo da possibili equivoci. «Non stiamo fondando un partito e non stiamo costruendo una lista elettorale», ha detto. «Non siamo neppure un cartello tra sigle o gruppi già esistenti. Vogliamo essere un luogo di elaborazione, confronto e partecipazione. Un contenitore aperto a chi si riconosce in una cultura liberal-democratica e popolare e sente il bisogno di contribuire alla crescita del territorio». Un concetto ribadito più volte nel corso dell’incontro. L’associazione nasce infatti con l’obiettivo di favorire il dialogo tra mondi che spesso negli ultimi anni hanno proceduto separatamente: associazionismo, professioni, imprenditoria, cultura e impegno civico. «Non nasciamo contro qualcuno», ha sottolineato Giuliano. «La politica ha bisogno di tornare ad ascoltare e a confrontarsi. Vogliamo offrire uno spazio nel quale idee, sensibilità ed esperienze diverse possano dialogare senza pregiudizi, partendo dai problemi reali delle comunità locali». Nel suo intervento il presidente di “Alleanza per l’Italia” ha richiamato anche i valori fondanti dell’associazione: libertà individuale, responsabilità personale, merito, legalità, buon governo e valorizzazione delle identità territoriali. Parole che assumono un significato particolare nel contesto aversano, dove il mondo moderato attraversa da tempo una fase di evidente frammentazione. Una condizione che, pur non essendo mai stata richiamata direttamente, è emersa come sfondo costante del dibattito. «Esistono energie importanti che oggi non trovano adeguati spazi di rappresentanza e partecipazione», ha osservato Giuliano. «Noi vogliamo mettere in rete queste competenze e queste esperienze affinché possano contribuire alla crescita della comunità». L’obiettivo dichiarato è dunque quello di «creare un laboratorio politico-culturale radicato nei territori ma capace di dialogare su scala più vasta, mettendo in connessione amministratori, professionisti, associazioni e cittadini accomunati dalla stessa visione». Una sfida ambiziosa che si inserisce in una fase di profonda trasformazione degli equilibri politici locali. Se il progetto riuscirà a diventare il punto di riferimento di quell’area civica e moderata oggi dispersa tra diverse esperienze sarà il tempo a dirlo.

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