Aversa, un luogo di sopravvivenza estrema

È difficile non essere d’accordo con l’appello lanciato dalla consigliera comunale Nicla Virgilio su un quotidiano odierno: «Se mancano le forze di polizia, vadano assessori e consiglieri» a controllare che vengano rispettate le ordinanze che dovrebbero regolare la movida e che, nella realtà, vengono puntualmente violate. A dire il vero, questo blog ha già affrontato più volte questa vecchia e angosciante questione, chiedendo a sindaco e assessori di intervenire per arginare una mala-movida che, soprattutto nei fine   settimana, mette la città in ginocchio e la lascia nelle mani di quei gestori  di locali (quasi tutti) che occupano strade, piazze e marciapiedi, favorendo comportamenti incivili e gli eccessi di chi scambia il divertimento per anarchia. Situazioni che troppo spesso finiscono in litigi, risse e interventi delle forze dell’ordine, con la presenza sempre più preoccupante di coltelli e altri oggetti pericolosi.Questo blog ha inoltre segnalato più volte le zone dove la mala-movida è più intensa, causando danni e togliendo il sonno a centinaia di residenti. Avevamo persino invitato il sindaco Franco Mata-cene – grande amante della bicicletta e, una volta, pronto a usarla come simbolo della sua vicinanza alla città – a fare un giro in quelle strade nelle serate peggiori, per vedere con i propri occhi ciò che accade regolarmente tre giorni a settimana. Ma anche questa volta Mata-cene ha fatto orecchie da mercante e la nostra sollecitazione è rimasta senza risposta.Ora che la richiesta arriva da una consigliera comunale autorevole, speriamo che qualcuno a Palazzo decida finalmente di guardare la realtà e non solo i social. Sarebbe bello vedere assessori e consiglieri impegnati davvero nel controllo del territorio, invece di far finta di niente e di limitarsi ai comunicati di rito e alle solite foto istituzionali.Tra loro c’è anche un consigliere comunale, Raffaele Oliva, operatore del settore commerciale, che – curiosamente e a onta di un evidente conflitto di interessi –  ha ricevuto dal sindaco proprio la delega al controllo della movida. Oliva, dovrebbe essere il primo a mettersi all’opera, magari partendo dai locali nei quali — stando a sue dichiarazioni e alla documentazione pubblicata sul sito del Comune — ha interessi personali o collegamenti. Lo stesso ragionamento vale per altri esercizi commerciali riconducibili, direttamente o indirettamente, ad altri amministratori.I cittadini, soprattutto quelli che vivono nelle zone più colpite dalla movida, sono delusi e sfiniti. Solo nella serata di ieri questo sito ha ricevuto fino all’alba una valanga di messaggi, video  e foto che raccontavano una situazione quasi surreale: Parco Argo completamente bloccato; via Roma trasformata in un imbuto senza uscita; zona San Paolo- vicina al seminario e quella vicina al palazzo vescovile- invasa da auto parcheggiate ovunque; piazza V. Emanuele praticamente occupata da gruppi di festaioli urlanti. Ovunque cori da stadio, fuochi d’artificio, fiumi di alcol e di altro e continui accenni di rissa. Uno scenario ormai così abituale da sembrare parte del programma ufficiale del weekend cittadino. C’è poco altro da aggiungere. Vivere in questa città sta diventando sempre più una prova di resistenza. Le ordinanze ci sono, ma si rivelano carta straccia. Sembrano valere quanto le celebri grida manzoniane. I controlli vengono annunciati, ma si vedono di rado e di fatto non hanno alcun effetto dissuasivo:gli amministratori rassicurano, i cittadini soffrono e si vergognano del degrado e dei disagi, mentre i residenti continuano a fare i conti con notti insonni. Aversa, più che una città amministrata, sembra un enorme esperimento sociale: capire per quanto tempo i cittadini siano disposti a sopportare tutto questo prima di convincersi che il rispetto delle regole sia diventato facoltativo e che dormire tranquilli sia ormai un lusso per pochi.