Possibile che, per rispondere ai rilievi della Corte dei Conti sui debiti fuori bilancio, equilibri finanziari e compagnia cantante, sia stato necessario scomodare un tecnico “forestiero” al modico prezzo di 5.000 euro?
E l’assessore al bilancio, nel frattempo, dov’era? In modalità aereo? E la dirigente dell’ufficio? Impegnata in un silenzioso ritiro spirituale tra faldoni e determine? E il sindaco Mata-cene – che, dettaglio non trascurabile, è pure commercialista, è stato revisore dei conti e ha persino detenuto la delega al bilancio – aveva smarrito la calcolatrice o semplicemente la voglia di usarla?
Ma soprattutto: è questa la tanto sbandierata “città partecipata e trasparente”? Partecipata, sì… ma da chi esattamente? Da consulenti esterni chiamati in soccorso come comparse di lusso? Perché, a questo punto, viene da pensare che la partecipazione sia riservata a pochi eletti, possibilmente con fattura allegata.
E la trasparenza? Un concetto evidentemente interpretato in chiave artistica, più vicino all’astrattismo che alla realtà. La lettera della Corte dei Conti, infatti, sembra essere diventata un oggetto misterioso: esiste, ma non si vede, non si può leggere, né è stata riassunta per comunicarla agli amministratori e agli aversani. Un piccolo capolavoro di invisibilità amministrativa.
Ma la domanda delle domande è : perché non rivolgersi a un professionista dell’Ordine dei commercialisti, di sicuro disposto a offrire gratuitamente il proprio contributo? Troppo semplice? O forse troppo… trasparente? Il dubbio sorge spontaneo: si temeva forse che qualcuno potesse capire troppo?
Nel frattempo, Mata-cene si prepara a presentarsi il 14 maggio davanti alla Corte dei Conti per “chiarimenti” : un termine generico ma “pesante”, che solitamente porta con se nubi, temporali e fulmini.
Ma prima di quell’appuntamento, così cruciale, non sarebbe il caso di spiegare ai cittadini – quelli veri, non quelli “partecipati” sulla carta – cosa sta succedendo? E cosa si teme che stia succedendo? Strano silenzio, per chi, come Mata-cene, di solito non perde occasione per esibirsi in conferenze stampa e comunicati fiume.
Forse, alla fine, il problema non è la complessità dei conti, ma la semplicità della coerenza. Che, a quanto pare, resta sinora la voce che questa amministrazione non riesce proprio a far quadrare.