Il Pd casertano. la volpe che denuncia il furto nel pollaio
Il Pd casertano, in merito alle recenti nomine del consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta fatte dal ministro della cultura, con dichiarazioni rilasciate a ”Il Mattino” di oggi, ha tuonato con voce sdegnata, gridando allo scandalo, esprimendo sconcerto, denunciando occupazione del potere e un ministro piegato alla logica della spartizione e del favore politico.
Il Pd è il massimo esperto del settore nella geometria della spartizione. Un’arte, la sua, fatta di equilibri, favori ad amici e amici degli amici, a simpatizzanti, a parlamentari trombati, maneggiata con la sicurezza di chi sa sempre a chi tocca, cosa tocca e quanto tocca.
La sua sistematica attività spartitoria attribuita esclusivamente al suo mondo richiederebbe non un comunicato ma un volume enciclopedico, diviso per correnti, territori, nomi, affettuose amicizie e fedeltà temporanee. Forse l’ex presidente della Regione Vincenzo De Luca ne conserva un buon ricordo e, chissà, se richiesto, potrebbe dare anche il suo solito graffiante giudizio, specie ora che, vistosi messo da parte, coltiva amarezza e sogni di rivincita.
Ora il Pd , con alla testa il suo eterno commissario casertano Susanna Camusso, con un capolavoro di involontaria ironia politica, tuona contro le nomine del consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta. Un momento di altissimo teatro istituzionale : la volpe che denuncia il furto nel pollaio!
In fondo, il Pd – specie quello casertano, che si ritrova con il suo Comune di Caserta sciolto per infiltrazione camorristica- è una memoria storica della spartizione, un testimone di un sistema che colloca da sempre nomi nei punti nevralgici delle istituzioni e concede sistemazione, conforto e rifugio anche a coloro che si dimostrano disponibili al suo “credo”.
Però un merito a questo Pd bisogna proprio riconoscere : quando parla di clientelismo, lo fa certamente con l’autorevolezza di chi non studia il fenomeno, ma di chi lo pratica quale riconosciuto e inarrivabile maestro.