L’ennesima ordinanza carta-straccio.
L’ordinanza emessa dal sindaco Franco Mata-cene che vietava tavolini, ombrelloni e arredi sugli spazi antistanti i locali della movida per la giornata di fine anno, si è rivelata l’ennesimo documento di carta straccio.
Altro che ordinanza: quella di fine anno è stata una farsa indegna. Il provvedimento – emesso dopo l’ennesima rissa di qualche giorno fa a via Roma – annunciato e pubblicizzato con toni solenni è stato lasciato morire sotto i colpi dell’arroganza e dell’impunità. Tavolini, ombrelloni e arredi ovunque, spazi pubblici occupati come se fossero proprietà privata, musica sparata a tutto volume, cori da stadio e immondizia abbandonata senza vergogna. Un caos totale, sotto gli occhi di tutti. Un messaggio devastante per i cittadini che le norme provano a rispettarle e un premio all’inciviltà più sfacciata e all’affarismo a ogni costo. Tanto, la sanzione per la violazione (un minimo di 25 euro !) sarebbe costata meno di una bottiglia di bollicine. Solo per fortuna, stavolta- forse perché era l’ultimo dell’anno – non c’è stato nessun accoltellamento e nessuna rissa. I controlli? Pochi, timidi, selettivi. Appena qualche intervento di facciata, giusto per salvare la scenografia. Per il resto, libertà assoluta. Anzi, maggiore libertà per qualcuno. Perché è difficile non notare come certi locali – guarda caso sempre gli stessi – da sempre indenni da qualsiasi controllo e sconosciuti ai nostri distratti amministratori- abbiano potuto violare l’ordinanza senza il minimo fastidio. Locali evidentemente “intoccabili”, protetti da ombre politiche ben note, da relazioni che contano più delle regole e da telefonate che valgono più dei regolamenti comunali. Però, così si crea una città a due velocità: da una parte chi dovrebbe rispettare le norme, dall’altra chi può permettersi di ignorarle perché sa di essere “coperto”. Questo è un insulto ai cittadini onesti, a chi lavora correttamente e ai poveri residenti che devono sopportare rumori e disordini a ogni ora e al di fuori di ogni regola. Siamo al trionfo dell’amicizia giusta sulla legge (che dovrebbe essere) uguale per tutti.
Alla fine, il tutto non è stato solo un sonoro pernacchio di fine d’anno al sindaco Mata-cene, ma alla città intera. Un’amministrazione che emette ordinanze e poi non organizza i doverosi controlli – anche (soprattutto) su ben noti e “sospetti” locali – perde credibilità, autorevolezza e rispetto. E senza rispetto, resta solo caos e disistima.