“Pane e promesse: Aversa a digiuno di decenza”
La mensa scolastica sospesa è solo l’ultima portata di un’amministrazione indigesta. La giunta Matacena ha finito il menù e ora deve alzarsi da tavola: dimissioni.
C’è chi dice che a scuola si va per imparare. Ad Aversa, invece, si va per digiunare. O almeno, è questo il nuovo modello educativo ideato dalla giunta Mata-cene: togliere la mensa agli alunni e sperare che nel frattempo imparino l’autosufficienza, lo stoicismo e magari anche a cucinarsi qualcosa da soli tra una lezione di italiano e l’ora di religione.
Sì, perché la sospensione della mensa scolastica – in un colpo solo, senza preavviso, lasciando famiglie spiazzate e bambini affamati – non è un incidente. È il simbolo perfetto di un’amministrazione che ha fatto della sciatteria, del culto della sola e ingannevole immagine una linea politica e dell’improvvisazione e del pressappochismo un programma di governo.
Il sindaco Mata-cene e la sua giunta sono riusciti nell’impresa titanica di affamare anche la residua fiducia dei cittadini. L’interruzione del servizio mensa, che colpisce direttamente centinaia e centinaia di famiglie, è solo l’ultimo schiaffo a una città che, impegnata a sopravvivere a se stessa, continua a ricevere bollette e a essere costretta : a districarsi tra buche stradali; a tapparsi il naso di fronte a cumuli di rifiuti; a nevrotizzarsi in un traffico asfissiante; ad assistere all’agonia e alla scomparsa del verde; a subire una movida che impazza fra scandalosi conflitti di interesse; a subire una macchina comunale che arranca quando non si inceppa del tutto. In questo quadro da inferno civico, la città viene “abusata” anche da comunicati stampa, video e selfie trionfalistici e da eventi che sono monumenti al nulla o che si annunciano ma non si svolgono. Insomma, il governo Mata-cene ovvero promesse da giostraio, risultati da incubo: manuale pratico su come non amministrare una città nel XXI secolo.
Ricordiamo ancora i toni enfatici della campagna elettorale: “vicini alle famiglie”, “priorità alla scuola”, “centralità dell’infanzia”. Tutto molto commovente, tutto molto falso. Perché se i bambini oggi restano senza un pasto caldo a scuola, è evidente che per questa amministrazione i bambini non contano. Contano le poltrone, forse. Le nomine. Gli equilibri da tenere in piedi con lo scotch e le pacche sulle spalle accompagnate da sorrisetti di connivente intesa. Il disastro della mensa è solo la punta dell’iceberg. La verità è che questa giunta ha fallito su tutti i fronti: scuola, urbanistica, trasporti, ambiente, cultura, trasparenza, servizi sociali. E no, non è colpa dei “problemi ereditati”, come si vuole fare intendere. Dopo oltre un anno dall’insediamento, per l’amministrazione Mata-cene la scusa dell’eredità amministrativa non regge più. Regge solo la responsabilità. E questa, egregio sindaco, è tutta tua. Chi affama la scuola non può governare una città. Chi non sa garantire nemmeno il minimo sindacale ai più piccoli non ha il diritto di sedere su quella sedia. Non ci sono rimpasti o giustificazioni che tengano. Quando un’amministrazione perde il senso del dovere, della misura e della realtà, l’unica cosa decente da fare è andarsene. Un’amministrazione che non mantiene le promesse, che non reagisce in tempi dovuti e condivisi, che vacilla nei numeri politici, che perde perfino occasioni di finanziamento e che abbandona i più deboli non ha più credito.
Se il sindaco Mata-cene ha ancora un briciolo di dignità istituzionale, ne tragga le conseguenze. Non serve un commissario straordinario per capire che Aversa merita di meglio. Serve solo un gesto semplice, umano, politico: le dimissioni.
Meglio un vuoto temporaneo che un disastro permanente.