Riceviamo e pubblichiamo

da Nero su Bianco del 14/09/2025

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Pasquale Giuliano*

*Già Parlamentare e Sottosegretario alla Giustizia

FICO IN CAMPANIA E IL CENTRODESTRA ALTROVE. L’ASSENZA CHE FA IL GIOCO DEL POTERE

“In un’Italia in cui la memoria politica si scioglie velocemente, la Campania diventa il laboratorio inquietante di una spartizione di potere che offende la coerenza, la dignità delle istituzioni e la stessa democrazia. Nel centrosinistra e dintorni, ex nemici, un tempo protagonisti di spietati scontri frontali in Parlamento, sulla stampa e nei talk show, oggi si ritrovano sottobraccio a tessere alleanze di pura convenienza e di potere intorno a una figura politicamente impalpabile come Roberto Fico, per anni simbolo di un populismo moralista e antisistema e oggi riciclato come docile garante di una continuità di potere e di clientele. L’operazione Fico, al netto dei farisei discorsi di una risibile integrazione delle forze cosiddette progressiste (!), è nei fatti la spartizione tra vecchi nemici interessati solamente alla pratica della più bieca spartizione. Alla quale, il Pd, genuflesso ai piedi di Vincenzo De Luca, ha preso parte quale commensale complice, trascinando anche l’opposizione interna: i cosiddetti ribelli, diventati, oggi, compartecipi di un accordo che consideravano, proprio essi stessi e appena ieri, una vera nefandezza politica. Ora, però, per garantirsi la sopravvivenza (primum vivere…) e qualche posto in piedi, si sono convertiti e sono rientrati docilmente nei ranghi, proni alla ruvida e arrogante imposizione del “cacicco” De Luca , il quale ha anche preteso e ottenuto per il figlio Piero la segreteria regionale del partito. Alla faccia della democrazia interna!

La Campania — terra centrale per numeri, storia e potenziale — meriterebbe ben altro che questo spettacolo, che è uno dei più vergognosi trasformismi funzionali alla famelica salvaguardia degli equilibri di potere del Palazzo.

Eppure, ciò che sconcerta più della disinvoltura con cui si riabilitano uomini impresentabili e ben note congreghe del passato e del presente è l’assenza strategica e identitaria del centrodestra. Una coalizione che si candida e pretende di rappresentare l’alternativa naturale a questa rivoltante operazione del centrosinistra e affini, ma che nei fatti continua a brancolare nel buio, non avendo ancora ufficialmente espresso una personalità politica autorevole, credibile, e soprattutto campana. Il centrodestra nazionale, guidato da forze oggi maggioritarie nel Paese, non può e non deve più restare imbalsamato in un attendismo dannoso e giocare di rimessa. Delegare poi il confronto sul territorio a figure deboli, prive di radicamento e visione, significa consegnare la Regione alla perpetuazione di un sistema autoreferenziale e mercantile, che oggi si colora di giallo, domani di rosso, e dopodomani forse di verde, purché resti fedele a sé stesso: un potere dalla variegata fisionomia ma con fattezze inguardabili e con radici profonde e spesso marce nella gestione autocratica del territorio.

La verità è che l’opportunità di contrastare e rimuovere questo sistema c’è ed è clamorosa, forse unica. L’insofferenza civile verso le funambolesche e sconce acrobazie politiche che tengono in piedi certi equilibri tra il Pd, i 5stelle e Vincenzo de Luca e contorni vari è generale e fortemente palpabile. Ma questa protesta, se non viene raccolta e incanalata, si spegne, si trasforma in disillusione, o, peggio ancora, in astensione. A questa avvertita e diffusa inquietudine, il centrodestra ha il dovere di offrire un’alternativa che sia più di una lista elettorale: serve una pronta e credibile visione d’insieme. Serve, innanzitutto, anche per non dare l’impressione di essersi rintanato in una resa, una figura che non sia l’ennesimo prodotto da laboratorio, ma espressione vera di un’identità territoriale che voglia e sappia rompere il patto consociativo tra i nemici di ieri e i complici di oggi. L’impalpabile ed etereo grillino Roberto Fico, debolissimo, che non fa paura a nessuno, ma utile al “sistema”, insieme ai suoi alleati di ventura, sostanzialmente divisi e senza una verosimile strategia, non è invincibile. Tutt’altro. Specie se il centrodestra mostra il suo volto migliore, che però, purtroppo, oggi, non è ancora visibile.

In Politica il vuoto non dura mai a lungo: o lo si riempie con idee forti, azioni concrete e volti credibili, o lo colmeranno i mercanti e gli avvoltoi del compromesso. E in Campania, il tempo delle occasioni mancate sta per scadere, o forse è già scaduto.”

Nella foto: il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca