Il Consiglio comunale come mercatino rionale : affari, transumanze, mercimonio e baratto del consenso

Il consiglio comunale di ieri resterà negli annali aversani, ma non per meriti politici: semmai per il livello infimo di dignità istituzionale raggiunto. Con quattro consiglieri della maggioranza assenti ( insofferenti alle macerie su cui poggia l’attuale amministrazione, non si riconoscono più in quella maggioranza) , ecco la trovata geniale: due nuovi ingressi a sorpresa, degni più di un casting da reality show che di un’assemblea rappresentativa.

 Il sindaco Franco Matacene, ormai libero da ogni freno, sta mostrando il suo vero volto: disposto senza alcuna remora ad utilizzare tutti gli strumenti del potere più logoro, quello di marca becera: il trasformismo, la cooptazione last-minute, l’arruolamento opportunistico patteggiato. Una “politica”, la sua, che non ha più nemmeno il pudore di nascondere il suo volto peggiore: quello del baratto spicciolo, della fedeltà ottenuta non per convinzione, ma per convenienza.

 A farne le spese è la democrazia, violata, derisa e svenduta come merce in saldo. Altro che rimpasto: qui si è assistito a una compravendita istituzionale in piena regola. Siamo passati dalla politica del confronto a quella del “chi dà una mano a me, noi gli diamo una mano a lui”. Un gioco triste, miserabile in cui l’unico criterio per sedere dalla parte “giusta” è la disponibilità a stendere la mano e a piegare la schiena fino a terra.

 Il sindaco – che si autopromuove pubblicizzandosi addirittura come innovatore(!) e come garante della trasparenza(!)– sembra un disperato, uno che pur di restare a galla si aggrappa anche ai rottami della coerenza altrui, purché galleggianti. Nessun imbarazzo, nessuna spiegazione, solo l’arroganza di chi crede che per mantenere il potere si possa giustificare tutto, anche l’indecenza.
C’è un limite a tutto, diceva qualcuno. Ma evidentemente non alla vergogna.
E che dire dei due nuovi arrivati che non meritano nemmeno di essere nominati ? Anche ad essi va dato il benvenuto sull’affollato palco della vergogna! I due nuovi “salvatori della maggioranza” ora campeggiano anch’essi nel gioco del torbido sottopotere locale.
Pensate, per benedire i nuovi arrivati si è addirittura precipitato ad Aversa il noto consigliere regionale Giovanni Zannini; sì, proprio quello che ha scelto e fatto eleggere come sindaco Franco Matacene e che di fatto da Mondragone, grazie a qualche capintesta locale ,gestisce la nostra città. La sua presenza presso la casa comunale, nella giornata di ieri, all’indomani del colpaccio di mercoledì, attorniato anche dal neo imbrancato ex 5 stelle, che segnale vuole rappresentare? Elementare Watson! Quella presenza è stata di una chiarezza inquietante che non può sfuggire agli aversani . Ricordate il film “Il Marchese del grillo “ ? Ebbene, l’avvertimento di Zannini è stato lapalissiano : caro Francesco Matacene, io sono qui e sappi che basta un mio ordine disatteso da te per rispedirti a casa dove ti ho prelevato; e ricordati che io so io e tu non sei un c…o!
E, infine , come ancora commentare la indecorosa transumanza dei due nuovi acquisti di questa maggioranza diventata più che “mostruosa”?
Chiamare i due arruolati “volontari civici” sarebbe fin troppo generoso. E’ preferibile definirli prestigiatori della convenienza, reclutati in extremis e di certo guidati da calcoli personali più che da passione civica. I due si sono inquadrati nel “girone dei trasformisti” con disinvoltura, rapidità e zero rimorsi. La loro fedeltà è a tempo, da banco dei pegni: garantita finché serve, sospesa se conviene. il loro ingresso non è stato accompagnato da un progetto (?) o da uno straccio di programma “politico” (?),ma solo da un profumo di poltrone all’insegna di una democrazia trattata come merce in saldo. Ci troviamo di fronte a due nomi che incrociano il loro destino con le truppe cammellate del più opaco sottopotere, pronti a sfilarsi appena l’offerta sarà meno allettante di altre. Non portano onore alla carica: portano lezioni imbarazzanti sul cinismo politico, sul tradimento dell’elettorato e su quel laido opportunismo che purtroppo sta avvolgendo e degradando la politica della nostra città. E per tutto questo gli aversani sanno bene di chi è la responsabilità