AVERSA: 49.838 abitanti… ma indennità da città da 50.001. Magia? No: politica

Per la verità, da mesi si discuteva del dato relativo alla popolazione residente e si dibatteva circa la corretta applicazione dei criteri parametrali delle indennità spettanti al sindaco e alle altre cariche. La questione è tornata alla ribalta dopo l’intervento di oggi dell’ex presidente del consiglio Carmine Palmiero. Ed allora siamo stati spinti a fare una verifica per avere una panoramica “tecnica” sulla questione dal 1°gennaio 2025 con dati precisi e normativa alla mano. Eccola.

1)Popolazione di Aversa al 1° gennaio 2025.

Secondo l’ISTAT, la popolazione di Aversa al 1° gennaio 2025 ammonta a 49.295 abitanti, mentre i dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) riportano 49.838 residenti. Entrambi valori sono quindi al di sotto della soglia di 50.000 abitanti.

2) Con una popolazione compresa tra 30.001 e 50.000 (anzi, tendente ai 50.000, ma mai oltre), Aversa rientra nella fascia che prevede:

35 % dell’indennità dei Presidenti di Regione per il Sindaco;

55 % dell’indennità del sindaco per il vice sindaco e

45 % per Assessori e presidente del Consiglio Comunale.

Il riferimento base è sempre il trattamento economico dei Presidenti delle Regioni, pari a 13.800 € al mese, lordi.

3) Applicando tali percentuali:

sindaco: 13.800 × 35 % = 4.830 € al mese, lordi;

vice‑sindaco: 4.830 × 55 % = 2.657 € al mese, lordi;

assessori e presidente del Consiglio: 4.830 × 45 % = 2.174 € al mese, lordi

Questi sono i valori che corrispondono alle tabelle ufficiali.

E allora chiediamoci: la città di Aversa paga (forse) di più?

Ecco la nota curiosa: la delibera comunale n. del 6 febbraio 2025 fa entrare Aversa nella fascia superiore a 50.000 abitanti e conseguentemente prevede le seguenti indennità:

sindaco: 6.210 € al mese, lordi;

vice‑Sindaco: 4.675 € al mese, lordi;

assessori e presidente del Consiglio: 3.726 € al mese, lordi.

Tutto ciò nonostante la popolazione reale sia sotto la soglia dei 50.000 abitanti.

Così il Sindaco percepisce 6.210 € al mese, invece di 4.830 €,

il vicesindaco 4675 € al mese, invece di 2.657 €

gli assessori e il presidente del consiglio 3.726 € al mese invece di 2.174 €.

Totale extra speso ogni anno, e non dovuto, circa 190.000 (dico:centonovantamila) euro !

In conclusione, gli aversani si sottopongono ad un esborso annuo di 488.000€, invece dei 298.000 € previsti dalla legge per la fascia corretta.

CARICA REALE DOVUTO DIFFERENZA
SINDACO        6.210,00        4.830,00        1.380,00
VICE SINDACO        4.675,00        2.658,00        2.017,00
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO        3.726,00        2.174,00        1.552,00
ASSESSORI NR. 7     26.082,00     15.218,00     10.864,00
TOTALE MESE     40.693,00     24.880,00     15.813,00
            12,00             12,00             12,00
IMPORTO ANNUO   488.316,00   298.560,00   189.756,00

È legittimo attribuirsi indennità maggiorate sulla base di una soglia mai realmente raggiunta, ma solo “presunta”, “attesa”, o magari “auspicata” con una discutibile fiducia amministrativa?!

Siamo dunque ufficialmente diventati il primo Comune che non ha i residenti, ma ha già i rimborsi? Si tratta di un capolavoro di matematica creativa firmato dalla politica locale? E chi doveva controllare, si è forse distratto ?

Aversa merita trasparenza, non illusioni contabili. Se vogliamo  comportarci da “grande città”, cominciamo da cose serie: servizi veri, strade pulite e senza crateri, un’ordinaria manutenzione costante e non solo ad uso video e post, un’ amministrazione che rispetta la legge (e la calcolatrice).

La questione è di particolare serietà e quanto prima ci ritorneremo con gli opportuni commenti e, comunque, neanche in questo caso si sottrarremo al dovere civico di segnalarla alla Corte dei conti, alla Prefettura e alla locale Procura della Repubblica per verificare : la legittimità dell’applicazione della fascia demografica  per l’attribuzione delle indennità; eventuali danni erariali connessi all’adozione di tale criterio; le iniziative per il recupero delle somme eventualmente erogate in eccesso, ove ne ricorrano i presupposti.

Il tutto, nel rispetto della legge, del buon senso e dell’aritmetica.