Ole’, todos caballeros

Il sindaco Franco Matacene, come avevamo previsto e preannunziato, dopo aver confermato quella giunta da lui espressamente ritenuta inadeguata, per sfuggire a quelli che lui stesso aveva definito ricatti, si è poi sbracato e ha accontentato tutti distribuendo deleghe settoriali come fossero gadget a una sagra di paese. Ogni consigliere di maggioranza ha ora un settore di competenza, ma, almeno ufficialmente, senza poteri veri. Una strategia per dare l’illusione (ma non solo, considerati gli annessi e connessi) di partecipazione e un modo per evitare malumori interni e consentire agli esclusi di partecipare alla gestione della città, nel senso più ampio e più o meno recondito del termine. Il problema, però, non è solo politico, ma istituzionale: chi decide cosa? Chi rappresenta davvero l’Amministrazione nei vari settori? Quali atti ufficiali regolano queste “deleghe”? Quali responsabilità comportano? Tali deleghe, pur non attribuendo formalmente poteri deliberativi, configurano di fatto un’estensione delle competenze amministrative a soggetti non membri della Giunta. Ci ritroviamo di fatto di fronte a una giunta fantasma e a una giunta di fatto reale, dove tutto appare ma nulla è chiarito. Su questa vicenda, c’è un silenzio equivoco e, ad onta della pubblicizzata trasparenza, non si hanno notizie di provvedimenti formali. Sarebbe interessante che Matacene comunicasse e spiegasse in via ufficiale se e su quale base giuridica ha dato le deleghe, quali sono i poteri dei consiglieri delegati, se ci sono costi o risorse impegnate, se sono gli stessi assessori e i delegati che direttamente si “accordano” sulla gestione e i relativi oneri. Il tutto, al momento, sembra troppo confuso, divisivo, fatto all’insegna della filosofa spicciola secondo la quale un po’ di delega per uno non si nega a  nessuno, ma così di certo si scongiura il pericolo di tornare a casa. È come il karaoke delle feste: ad ognuno viene dato il microfono, anche se sono tutti stonati. A parte la battuta, bisogna ricordare a Matacene che l’attribuzione di deleghe a consiglieri comunali, in assenza di previsione statutaria o regolamentare, è possibile solo come incarico di supporto o rappresentanza ma privo di effetti giuridici e che le deleghe non possono sostituirsi né sovrapporsi ai compiti propri degli assessori, che sono gli unici titolati ad esercitare funzioni esecutive in giunta. Al sindaco, dal quale si attendono urgenti chiarimenti, ricordiamo pure che, per garantire trasparenza e correttezza istituzionale, le deleghe, se ammissibili, vanno concesse per iscritto, non devono comportare costi aggiuntivi e non devono generare confusione rispetto alle responsabilità amministrative. Comunque, tali deleghe, a parte il rischio di essere prive di fondamento giuridico e di finalità chiare, di fatto si configurano come chiari e spregiudicati strumenti politici di gestione degli “strani” equilibri interni alla maggioranza. Sulla vicenda, quindi, si adombrano consistenti dubbi sia di ordine politico-amministrativo che giuridico. Perciò, sarebbe quanto mai interessante anche conoscere se la Segretaria comunale sia stata compulsata e quale eventualmente sia stato il suo parere. Si resta in fiduciosa attesa .