Il sindaco, il suo blog, il suo post. Però, da soli non si va nemmeno veloci. Con certi compagni, poi, si va a picco!

Da qualche settimana il sindaco Franco Matacene ha un nuovo spazio tutto suo: un blog in cui riflettere, spiegare, raccontare la sua visione. In apparenza, uno strumento di dialogo. Nei fatti, una vetrina autoreferenziale, dove se la canta e se la suona da solo, circondato dal coro dei laudatori di professione e degli amici della pagnotta, sempre pronti ad applaudire, condividere, annuire anche quando la musica stona o è assente.

Ogni suo intervento, però, si risolve con la solita lagnosa e triste retorica mataceneiana che si chiude con un noto adagio scout :“da soli si va veloci, insieme si va lontano”. Un invito all’unità? Forse. Un messaggio di leadership collettiva? Difficile. Più probabilmente, un modo per nascondere dietro il motto un problema serio: ma con chi sta andando “insieme”? Nella realtà amministrativa, la compagnia scelta per “andare lontano” sembra più zavorra che slancio. Matacene sta infatti camminando con una compagine ( così l’aveva qualificata) che, si badi, lui stesso in un rarissimo momento di sincerità aveva definito inadeguata e meritevole di essere sostituita. Un giudizio subito condiviso da molti degli stessi componenti di quella “compagnia”, i quali, anch’essi, più volte lo avevano sollecitato a mandarla a casa. Naturalmente, Matacene per sopravvivere a sé stesso, com’è suo costume, si è rimangiato tutto e, benché avesse anche gridato di essere, ad opera dei suoi “amici”, destinatario di “ricatti” che però era pronto a denunziare (“non tacerò”, disse, rifacendosi alla celebre esclamazione del martire don Diana), di fatto  ha taciuto, tace e ha continuato e continua, imperterrito, ad andare sottobraccio sempre agli stessi personaggi, con quali, ora, addirittura proclama che vorrebbe andare lontano. Ma nella compagnia scelta per “andare lontano” spuntano consiglieri in evidente conflitto d’interessi, assessori invisibili, assessori da sistemare per esclusivi meriti ”parentali”, assessori  supersfiduciati dalla stessa sua maggioranza, alleanze fondate più su calcoli elettorali che su visione condivisa, oltre a presenze che con lo spirito scout  non hanno proprio niente a che fare. Come un consigliere regionale attualmente indagato per corruzione e falso. Uno di quei nomi che qualsiasi amministratore attento terrebbe a distanza di sicurezza, ma che nel “cammino comune” del sindaco resta saldamente in testa al gruppo di comando e indica la rotta e la meta. Un compagno di viaggio, dunque, imbarazzante per chiunque, tranne che per questa amministrazione, che continua a fingere che sia tutto normale, tutto “nell’ambito della legalità”.  La realtà è che il motto “insieme si va lontano” non basta a mascherare una politica che da tempo ha scelto anche la compagnia sbagliata. Camminare fianco a fianco con indagati, con portatori di interessi privati, con yes-men di professione, con ben individuati gruppi di gestione di potere personale non è un atto di condivisione: è un corto circuito democratico che, naturalmente, si risolve in un pesante danno per la città.

E allora, egregio sindaco, va bene citare gli scout, ma per completezza sarebbe utile ricordare anche il primo articolo della legge Scout, quello che recita: “Lo Scout e la Guida pongono il loro onore nel meritare fiducia.” Avere onore, voglio ricordarti, significa anche essere persone credibili; ed essere persone credibili significa, innanzitutto, che non bisogna mai smentirsi e/o essere smentiti. Su questo particolare aspetto, rifletti, fatti un esame di coscienza e poi ne riparliamo, ma con fatti, non con parole o frasi a gettone. Il rispetto e la fiducia dei cittadini non si conquista con i post e gli slogan, ma con scelte nette, con trasparenza reale, con un’etica pubblica che non sia solo da vetrina o da comizi di piazza. Sei davvero sicuro che tu stia andando lontano? O ci stai solo trascinando lentamente verso la deriva, in gruppo e sotto la direzione e il controllo di chi non si trova in condizioni, soprattutto morali, per proporre una direzione ed esercitare un controllo? Il motto degli scout funziona bene nei campi estivi. Nella gestione della cosa pubblica, serve anche capacità gestionale, onestà intellettuale, coerenza , credibilità e, prima di ogni altra cosa, una compagnia degna di fiducia. E al momento, egregio metasindaco Matacene, la tua squadra non sembra un campo scout, ma piuttosto una comitiva in gita premio. Senza bussola e con qualche furbetto che sta prenotando quello che lui considera l’hotel a cinque stelle.

Andare insieme sì, è giusto, ma a certe condizioni. Perché se si cammina in gruppo con chi tira l’acqua solo al proprio mulino o lo devìa verso “strani” o occulti mulini, si finisce per affogare tutti. Lontano magari. Ma sott’acqua.