Teatrino del Potere. Accuse, ricatti, poltrone e finti baci

Alla fine, come da tradizione nella tragicommedia della politica locale, vissero tutti abbarbicati e contenti. Il sindaco Mata-cene e il presidente del Consiglio comunale e relativo codazzo si sono abbracciati. Pace fatta? Apparentemente e solo per reciproca convenienza.Nella scorsa settimana un turbinio di insulti reciproci si è abbattuto sulla politica aversana, anzi sulla maggioranza che governa la città: minacce neanche troppo velate, appelli alla moralità, accuse di “ricatti istituzionali” e di mire di Innocenti volte a sostituire di fatto Mata-cene nelle funzioni di sindaco.Le accuse del sindaco, però, sono state accompagnate anche da affermazioni che fanno rabbrividire e preoccupare: “io sono immacolato, gli altri …non lo so…non tacerò…mi rivolgerò al popolo”.Ebbene, malgrado la promessa di una sua futura loquacità accusatoria e malgrado il sospetto di una mancata “ illibatezza” altrui, dopo la finta lite è arrivata la  prevista finta pace.Evidentemente, tanto per assecondare le riserve di Mat-cene sulla “verginità” altrui, o si è provveduto a ricucire il presunto “imene” sforacchiato o, con i tempi che corrono, si è finta totale indifferenza su questo aspetto.Della promessa-minaccia di non tacere, poi, si è persa completamente traccia. Vedremo se nel prossimo consiglio comunale sarà osservata la consegna del silenzio, perché, forse, la finta pace prevede anche un prudente mutismo del sindaco.Certo è, al momento, che da moralizzatore a intermittenza, Mata-cene è passato in pochi giorni da paladino della trasparenza e da tribuno del popolo a conciliatore da sottoscala, pronto, forse, a mettere da parte i “principi” in cambio di qualche rassicurazione sul futuro: il suo, naturalmente.Pronubo della momentanea “riconciliazione della convenienza” (e del patto del silenzio) tra Mata-cene e Innocenti, nientemeno che Alfonso Oliva. Il “dilettante allo sbaraglio”, che da settimane cammina sui carboni ardenti di una sua decapitazione, si è da giorni materialmente incollato a Mata-cene per mostrarsi come suo fidato consigliere, in concorrenza con Federica Turco, la consigliera comunale “Sempreinpiedi”.In effetti, é lui che si è proposto come intermediario tra Mata-cene e Innocenti e, facendo anche intravedere un suo rientro in “Fratelli d’Italia” e un appoggio al suo vero “capo” per le prossime elezioni sia provinciali che regionali, spera in tal modo di crearsi un ombrello di protezione per evitare il suo previsto e corposo ridimensionamento.Compito pacificatorio assai agevole quello di Oliva, visto che nessuno ha mai avuto e ha davvero interesse e voglia a ritornare a casa. La sceneggiata della lite serviva a scaldare gli animi, mica a cambiare qualcosa. Più che un accordo politico, quindi, si è trattato di una tregua armata tra due ego con il fiato corto e con uno dei due con la vista lunga sulla prossima campagna elettorale.Le elezioni provinciali e regionali sono dietro l’angolo, e nessuno, ma proprio nessuno, vuole rinunciare al giro di valzer delle candidature, degli appoggi promessi e strumentali, delle nomine, delle spartizioni. E, cosa di assoluta certezza matematica, Mata-cene qualsiasi cosa accadrà (compreso una carica dei carabinieri a cavallo), non presenterà mai-e-poi-mai le dimissioni: se ne tornerà a casa solo se obbligato dopo che sarà sfiduciato e dopo che la sfiducia verrà conteggiata e certificata da un pubblico ufficiale.Dunque, non ci resta che attendere il prossimo bacio di riconciliazione, che, dopo gli appuntamenti elettorali, molto probabilmente potrà essere quello di Giuda.Del resto, al momento, il Sindaco non dà fastidio a chi conta. È sempre più come un “pupo” e muove bocca e mani solo quando qualcuno tira i fili o quando si esibisce come cantante nelle feste patronali.  Coltiva sempre l’ossessione per la poltrona e continua a sorridere e a interpretare il suo ruolo preferito: ospitate dovunque, anche alla sagra del “friariello” di fiume. Non altro, se non sempre pronto a eseguire ordini, prescrizioni – che non può discutere – e documenti da sottoscrivere, come quello che ha firmato qualche giorno fa per la candidatura Colombiano-Zannini a presidente della provincia di Caserta.Questo umiliante e pericoloso teatrino vede tutti zitti e i consiglieri di maggioranza muti come pesci, in modalità “non disturbare”.I cittadini? Semplici spettatori paganti di uno spettacolo con il copione già scritto da terze mani, dove l’unico colpo di scena è sapere quando faranno finta di litigare di nuovo, o forse davvero al termine dell’appuntamento elettorale regionale.