Dopo un anno di silenziosa e disastrosa latitanza botanica e di meditazione zen tra le ortiche e i rami secchi, l’assessora al verde Olga Diana (ma lo è ancora ? Nooo, incredibile! La città si rifiuta di crederlo!) ha deciso di benedire il “parco Pozzi”. Ci è arrivata armata di operatore video e della solita retorica da “svolta epocale”. Ed ecco il servizio-video professionale (clicca in fondo per gustarlo) con filtro attivato e il sorriso da medico in carriera prestata alla politica. La chicca non è l’avvenuto taglio dell’erba (quella ormai si tagliava da sola per disperazione), bensì il corteo di sperticate lodi con cui si è esibita una sua amica, portata sul campo per magnificare l’impresa storica. Secondo la graziosa “spalla” amicale, il gesto rivoluzionario ha ridato dignità e respiro alla città. Una ramazza e due potature? No, un vero “rinascimento verde”, un’epifania ecologica.
Il parco, dopo quasi un anno di abbandono era diventato una giungla urbana, dove i bambini imparavano a riconoscere prima dell’alfabeto i serpenti, i topi e le loro famose madri e i cani rischiavano di tornare lupi. Ma l’importante, si sa, è immortalare ora l’attimo finto e spettacolare : quello dove l’assessora appare, in maniera sapientemente sfuggente e con un sorriso e manina che fa ciao, dietro la sua cara amica che magnifica lei e il parco finalmente rasato. Un piccolo set per un grande ego. In effetti l’unico verde che interessa davvero sembra essere quello dello sfondo perfetto per i post su Instagram e le brochure che tra poco vedremo pubblicate. Perché ormai la politica non si fa nei quartieri, ma nei riflessi del fotoritocco.
E mentre Diana si autopubblicizza in maniera martellante come medico della città, la diagnosi per il verde pubblico è chiara: in stato vegetativo, ma con ottima luce per l’assessora al verde, la quale, però, avrebbe bisogno anche di una potatura dell’ego.
Alla fine, la vera pulizia è stata quella dell’immagine più che appannata dell’assessora: una spruzzata di verde sul curriculum, un sorriso tra le fresche frasche, una manina che saluta, un’amica che la incensa e via, il quadro pubblicitario è pronto : il parco era moribondo, ma l’ego è ripreso a fiorire, perché per l’assessore al verde, più che piantare alberi, conta saper piantare bene… le amiche giuste.