Il tentativo di risolvere la crisi che dopo appena meno di un anno ha investito la giunta del sindaco Mata-cene continua in maniera febbrile tra incontri palesi, conciliaboli riservati, telefonate, ultimatum e penultimatum melliflui ma severamente minacciosi. L’ultimo dei quali è stato quello di Giampaolo Dello Vicario. Il responsabile di Aversa Azzurra ( campione di autosmentite, quasi alla pari di Mata-cene) si è messo forsennatamente ad inseguire deleghe assessoriali, in netto contrasto a quanto aveva affermato qualche giorno fa. Un inseguimento, il suo, che si è però concluso vanamente, tant’è che la rabbia e la delusione gli hanno fatto sbattere la porta e lo hanno indotto ad abbandonare la riunione di ieri del cosiddetto di preconsiglio.
Il fatto è che nessuno vuole staccare le labbra da quella che da noi si chiama “zezzenella” e che nessuno rinuncia ad avvicinare la propria bocca alla agognata zezzenela per succhiarne il mieloso latte . Che, in questo caso, altro non è che l’esercizio del potere con annessi, connessi e altro , il tutto arricchito anche da un più che gratificante riconoscimento economico. Gli assessori, infatti, percepiscono una somma che va oltre i 4.000 euro al mese, mentre il sindaco ben 6.200 euro mensili, oltre ad una indennità di fine mandato. Sempre che Aversa, come si sospetta, non sia scesa sotto la soglia dei 50.000 abitanti. Ma su questo pare che la Corte dei conti stia facendo i dovuti accertamenti. E chi li ha visti mai ? Chi e dove mai mi pagherebbe tanto al mese? Questo avrebbe detto un assessore che in maniera risentita e decisa ha mandato il suo interlocutore a quel paese quando gli è stato chiesto “il sacrificio” di dimettersi per presunte ragioni politiche. Vero è , anche, che, specie gli assessori, non si mostrano “insensibili” verso coloro che li sostengono nella carica. Ma questo è tutto un altro discorso delicato sul quale torneremo quanto prima. Però è bene subito chiarire : i soldi riconosciuti ai nostri amministratori sarebbero spesi molto bene se il sindaco e gli assessori facessero quello che dovrebbero fare dei politici attenti, capaci e bravi ad amministrare. Ma, purtroppo, non è questo il caso di Aversa. Al danno, quindi, noi aversani aggiungiamo anche la beffa di pagarlo.
Dunque, la “povera” assessora Olga Diana, per coprire la riconosciuta incapacità di tutta la giunta, sta rischiando di assurgere a vittima designata al sacrificio. Nonostante anche alcuni componenti della stessa maggioranza hanno ammesso a chiare lettere l’assoluta e totale inadeguatezza dell’intera “compagine”. Cosi, qualche mese fa, aveva definito questa giunta proprio il sindaco Mata-cene quando aveva minacciato di scioglierla per la sua inadeguatezza e addirittura di dimettersi, senza, naturalmente, comportarsi di conseguenza.
Diana, quindi, rischia di essere da sola messa sul rogo del fallimento dell’intera giunta per nascondere la incapacità anche dei suoi colleghi. Però, questa becera manovra che sta maturando sarebbe oltremodo ingiusta. Ricordiamoci che quella attuale sarebbe dovuta essere la giunta dei “migliori”, una giunta “di alto profilo”, così come garantiva il sorridente candidato sindaco Mata-cene dai microfoni della campagna elettorale. La verità è che le sue scelte, in parte imposte dal suo padrone-padrino Giovanni Zannini, in parte frutto del manuale Cencelli, in trascurabile parte sostenute da lui, hanno fatto abbassare in maniera rilevane il profilo : non alto, ma altro.
Ora, dopo quasi un anno di disastri, di gaffe e di figuracce che hanno gettato la città nel baratro dell’invivibilità e del ridicolo, sta per arrivare la soluzione fulminea: cambiano o ridimensionano un solo assessore. Uno solo? Ma come, la barca affonda e invece di tappare le numerose falle si cambia il cuoco di bordo? La verità è che non è uno solo il musicante che non sa suonare, ma è l’intera orchestra che è stonata. Questi assessori sembrano usciti da un concorso per improvvisatori. Ricordano proprio quegli improvvisatori che si esibivano nella famosa “corrida” condotta dall’indimenticato Corrado. Non se ne salva uno ! Alfonso Oliva? manco a parlarne : è sufficiente ricordare che è “apprezzato” e conosciuto come un “dilettante allo sbaraglio”. Francesco Sagliocco? Un cimiteriale torpido, spento. Tale Gaetana Barella? Chiiii? Si sa solo che è la cugina preferita di un deputato legato a Fulvio Martusciello e che questi ha incaricato , Giampaolo Dello Vicario, suo terminale aversano, di farla nominare nella carica. Eufrasia Cannolicchio? Un fantasma . Mariano D’amore ? Un mago con la bacchetta rotta, o forse in riparazione. Orlando De Cristofaro ? Non pervenuto, preso com’è da dubbi amletici per orientarsi politicamente sulle sue atroci alternative: destra, centro, sinistra, centrodestra, centrosinistra, lista civica zanniniana.
Il cambio o il ridimensionamento di Olga Diana rappresenterebbe, quindi ,un (ingiusto) rimpasto chirurgico, simbolico. La colpa non può essere di un solo assessore se la giunta sembra un esperimento tra incompetenza e autocompiacimento. Il problema, come del resto è stato riconosciuto dall’interno della stessa maggioranza, è strutturale e diffuso, visto che si è messo insieme un campionario di mediocrità .
Cacciata, ridimensionata o emarginata Olga Diana, che fine farà il resto della brancaleonesca squadra ? Domanda inutile . Cosa mai di diverso ci si può aspettare da costoro ? Resta lì, incollata alle poltrone come il chewing-gum sotto il banco. Inadeguati, ma stabili. Inesperti, ma coesi. E, soprattutto, immuni da autocritica. L’inadeguatezza condivisa è più facile da digerire e da difendere in gruppo. L’importante è sembrare uniti, anche nel caos. Specie, poi, quando c’è la necessità di conservare quello che più sta a cuore a loro, ma che purtroppo non ha niente a che vedere con l’interesse e il bene di Aversa.