Anche il comune di Caserta sciolto per “accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”

La Campania può fregiarsi del disonorevole titolo di essere una delle regioni italiane con il maggior numero di commissariamenti per infiltrazioni camorristiche. Proprio ieri il Consiglio di Ministri ha disposto lo scioglimento anche del Comune di Caserta per “accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”.

Per limitarsi agli ultimissimi anni, hanno ricevuto la stessa sorte popolosi e importanti comuni quali Poggio Marino, Melito, Castellammare di Stabia, San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, Sparanise. A questi vanno aggiunti l’ASL 4 di Pomigliano d’Arco e l’Ospedale di Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, sciolti anch’essi  anni orsono per le stesse ragioni.

E’ veramente singolare, però, che su un quadro così drammatico e allarmante, e in particolare sul più che chiacchierato sistema della sanità pubblica, a parte le dichiarazioni di rito, quelle indignate e velenose, non sia stato svolto sinora un documentato e approfondito confronto e un dibattito serrato tra tutte le parti politiche. Quali le ragioni? Non sfugge a nessuno che spesso i Comuni sciolti, all’apparenza, non presentano un evidente colore politico, a parte, da ultimo, quello di Caserta e  qualcun altro. Quindi tutti colpevoli ma nessun responsabile. Però è sufficiente grattare un poco, anche solo in superficie, per accorgersi che un colore lo hanno, eccome se lo hanno! Basta appena conoscere le piccole storie degli uomini che quei comuni li guidano, dei finanziamenti che ricevono, del sostegno di cui godono e del consenso che raccolgono in determinati contesti. Nella sanità, poi, è ben risaputa la irresponsabile logica e le singolari vicende – che addirittura vengono mostrate come punti di  forza politica piuttosto che come vergogna – delle avventurose nomine dei vertici e dei sub-vertici di un settore che dovrebbe adempiere al sacro dovere di tutelare la salute dei cittadini.

Ma allora bisogna proprio rassegnarsi e limitarsi solo a registrare che il Comune è sciolto, che gli schieramenti politici fingono di dormire, che la Regione tace e si dice serena e che i soliti noti, con la protezione dei soliti “gestori”, prima o poi ritorneranno alla guida delle rispettive corti dei miracoli ?