Il sindaco Mata-cene smentisce sé stesso e finisce nel teatrino delle marionette. Solo che le marionette non si offendono se li chiami burattini.

Ieri Mata-cene così ha parlato alla sua (!) “compagine” di maggioranza e al popolo aversano e, preannunciando un rimpasto e facendo quindi immaginare quasi realizzata una giunta più presentabile e credibile di quella attuale, così ha proclamato: “Non ci sono più le condizioni per proseguire con questa compagine”. Stamani, però, Mata-cene, senza il minimo imbarazzo, ha rinculato e in sostanza ha affermato: Scusatemi, non posso decidere io. Ho sbagliato, come non detto. Contrordine. Per superiori disposizioni da eseguire, l’attuale “compagine” non si tocca.

C’è da ridere, da piangere, da compatirlo o da compiangerlo?

Appena ieri, in una momentanea e rara crisi di coscienza, finalmente, prendendo atto di quello che è da tempo sotto gli occhi di tutti, ha dichiarato con una certa solennità che con questa maggioranza-compagine non poteva più andare avanti, riconoscendo espressamente che sinora non era riuscito a dare, come ha scritto, il promesso “benessere alla città”. Ora, senza arrossire, vergognarsi o dimettersi perché smentito dai suoi “capi”, si smentisce clamorosamente a sua volta e afferma che tutto va bene, che la “compagine” non si può e non si deve toccare e che pertanto non si tocca. Ma possibile che non si renda conto che continuando ad andare avanti così finisce di perdere anche i pochissimi residui spiccioli della sua credibilità politica?

Per la verità, già nell’articolo di ieri, chi ben conosce il personaggio, aveva previsto l’esito quasi scontato di questa miseranda vicenda e il completamento del legittimo massacro politico e di immagine di Mata-cene da parte dell’opinione pubblica aversana.

I cosiddetti coordinatori di lista, ovvero i cavalieri dell’apocalisse della politica aversana, con l’avallo e l’appoggio del noto personaggio mondragonese, hanno dunque ordinato al “povero” Mata-cene di rientrare nei ranghi e di attenersi al ruolo di comparsa che gli è stata assegnato. Guai a lui, a distaccarsene, hanno minacciato!

Quello che però meraviglia è che alcuni social abbiano prima “addomesticata” e poi “cloroformizzata“ tutta la vicenda e, dopo il disonorevole  rinculo del sindaco, abbiano addirittura tentato di sostenere che finalmente, Mata-cene,  con questa ignominiosa smentita di sé stesso, abbia iniziato a “fare” il sindaco e a prendere in mano la situazione della città.  E, con una certa inventiva, sull’assist del sindaco, hanno tirato in ballo un fantomatico e inesistente “complotto” contro Mata-cene da parte dell’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Stabile. Che dire? Certo, ogni opinione è rispettabile, ma la plateale e lampante evidenza dei fatti e l’immaginato e ridicolo “complotto” svelano e travolgono ogni tentativo di soccorso e di salvataggio. Interessato o meno che possa essere.

Una cosa, però e comunque, è ora più che certa dopo la gestazione politica dei nove mesi di Mata-cene e del suo disastroso parto, rivelatosi un aborto.  Il personaggio lo metti in una tragedia, fa ridere. Lo metti in una commedia, fa piangere. Lo metti a capo del governo cittadino…e ti procuri subito i documenti per trasferirti in un’altra città.