Noi e Zannini siamo Noi e tu e voi aversani non siete un c…o !

 

Il torrente di foto felicemente sorridenti dell’intera ammucchiata di maggioranza che in questi giorni è stato riversato sui social rappresentava, come era evidente a tutti, il puerile tentativo di comunicare che tutto andava bene, madama la marchesa.  Di fronte ad una realtà che mostra ogni giorno la miseria politica e operativa di questa amministrazione, perfino il sindaco Francesco Mata-cene, dopo avere momentaneamente sospeso tutte le sue comparsate a banchetti, cresime, comunioni, tagli di nastri e anche le sue amate esibizioni canore, ha dovuto ammettere il fallimento dell’amministrazione Zannini-Innocenti-Mata-cene.

Deposta sul tavolo la maschera sorridente, con un sms inviato alla sua maggioranza ha letteralmente comunicato che “non ci sono più le condizioni per proseguire con questa compagine”. “Avremmo dovuto generare benessere collettivo”, ha aggiunto, anche se poi, ricorrendo al verbo al condizionale, ha frenato la sua rarissima crisi di sincerità.

Infatti, non ha avuto il coraggio di aggiungere e confessare che, invece del “benessere”, “abbiamo sinora generato” disamministrazione, inefficienza, caos e altro in una città che “stiamo” facendo sprofondare nel baratro della assoluta invivibilità. Altro che la fantomatica e da lui contrabbandata capitale della cultura!

Gli aversani, allora, frenino gli entusiasmi e continuino a battersi  fortemente il petto in segno di amaro pentimento per la scelta che hanno fatto (o subìto?) .

Mata-cene, messo di fronte alle varie dimissioni – preannunciate o date – e al completo sfaldamento della sua “compagine”, non coltiva assolutamente l’intenzione di dimettersi. Tutt’altro. Anche perché sarebbe per lui doloroso farsi chirurgicamente rimuovere il tatuaggio della fascia tricolore che si è stampato sulla pelle e che si compiace di rimirare davanti allo specchio. Al quale si dice che spesso rivolga la domanda della strega della favola di Biancaneve: Specchio, specchio delle mie brame, chi è il sindaco di questo reame? Ma, si dice anche che non attenda la risposta, perché sa che lo specchio, con la sincerità che ad esso è connaturale, gli risponde sempre allo stesso modo: Giovanni Innocenti, quello che anche lui sorride sempre, anche se con il sorriso tipico dello stitico impegnato in certe operazioni mattutine.

Dunque, Mata-cene avrebbe finalmente deciso, dopo questo suo più che prevedibile e disastroso fallimento, di procedere, con un eventuale avallo del suo mentore, a un rimpasto di quella che lui, con la abituale equivocità che lo contraddistingue, ha definito compagine. Niente più che un modo per spargere timori all’interno della ribollente maggioranza sulla eventualità perfino di sue dimissioni. Ipotesi, purtroppo, che non verificherà mai per sua personale decisione, a meno di non scollargli con un potente laser la poltrona su cui, a sua insaputa, lo hanno fatto accomodare.

La situazione venutasi a creare ha gettato nel panico l’attuale “dilettante allo sbaraglio” Alfonso Oliva, al quale si vorrebbe sottrarre uno sei suoi due incarichi;  ed è in ansia  la stessa assessore Olga Diana, passata dal ruolo di ex pupilla di Zannini a sua feroce avversaria e lanciatasi ora tra le braccia di Forza Italia,  cui, grazie all’on. Annarita Patriarca,  ha chiesto protezione per conservare la sua carica, malgrado la opposizione dei fratelli Dello Vicario, tributari di Fulvio Martusciello, il parlamentare europeo, coordinatore regionale di F.I., attualmente implicato in vicende giudiziarie di una certa gravità.

Nel panico sono precipitate anche le assessore fantasmi Eufrasia Cannolicchio, zanniniana in disgrazia, e Gaetana Barrella, assurta alla carica per meriti parentali, che presumibilmente verranno sacrificate o, al massimo, cristianamente trattenute ancora per poco.

Resta poi da calmare il consigliere Pietro Giglio, soprannominato “Cappottino”, dopo l’illuminato suggerimento, dato alle mamme degli alunni lasciati al freddo delle aule prive di riscaldamento, di usare questo indumento.  Cappottino, infatti, si è proposto lui, “personalmentedipersona”, come assessore e pare, dato il suo scoppiettante italiano creativo e le sue attuali mansioni di collaboratore scolastico, che abbia chiesto di essere nominato assessore all’istruzione. O, ha fatto sapere, in caso di sua mancata nomina, la carica non può che spettare ad una sua diletta nipote. La famiglia, caspita, innanzitutto! Non solo i figli, ma anche i nipoti “so’ piezz’ ‘e core!

Intanto, si apprende che ieri si è tenuta una riunione del comitato dei coordinatori di lista, che sono coloro che di fatto conducono i giochi pseudopolitici ai quali partecipa come semplice spettatore Mata-cene, per prenderne atto, recepirne le decisioni e porle in essere. Costoro, però, avrebbero deciso che, al momento, non si “tocca niente”, tutto rimane immutato e che le varie dimissioni e proteste non debbano mutare l’attuale assetto di potere. Tutto, quindi, all’insegna della logica e della coerenza di un “politica” di schietta marca personalistica e nella logica di una strumentalizzazione del più becero esercizio di clientelismo.

Povero Mata-cene! Che figura! E, per caritatevole decenza, non aggiungiamo la specificazione della materia che di solito accompagna una siffatta allegoria.

Ma i ben noti Oliva, De Cristofaro, Innocenti, Dello Vicario e Sagliocco & company, i cosiddetti coordinatori di lista, ma cavalieri dell’apocalisse politica aversana, come potevano permettergli di mutare il loro assetto a loro stesso danno?  Gli interessi della città e degli aversani? Ricordate Alberto Sordi nel film “Il Marchese del Grillo”?:  noi e Zannini siamo noi e gli altri non contano un c…o !

E negli altri, caro Mata- cene, purtroppo per te, ci sei pure tu, nonostante la fascia, lo specchio, i sorrisetti inespressivi, le cene, i tagli di nastri e le tue esibizioni canore.E, purtroppo, anche noi aversani.