A proposito dei “miracoli” del beato Francesco Matacena
Gli agiografi del sindaco Francesco Matacena – per la verità, secondo le malelingue, solo quei pochi che sono in speranzosa attesa di “qualcosa” – lo hanno di recente magnificato quale autore di “miracoli” – e quindi candidato alla beatificazione – perché:
1) ha esercitato il recesso dal contratto di locazione, – che prevede un canone annuo di 40.000 euro – di un locale che ospita l’archivio comunale per trasferirlo in un immobile di proprietà del comune, ottenendo così il (presunto) risparmio di una pari somma;
2) ha ordinato, per averne traccia, la registrazione di tutti coloro che accedono agli uffici comunali.
Questo sì che significa amministrare bene, hanno concluso quelli che hanno levato al cielo le lodi del (per loro) beato Matacena!
Al momento non intendo criticare quel recesso, ma, dopo avere raccolto alcune informazioni, da cittadino e anche per deformazione professionale, al fine di valutarne e condividerne la convenienza, mi piacerebbe però sapere:
1) è già stato individuato un locale di proprietà comunale idoneo – per estensione, staticità, strutture e quant’altro indispensabile, – per ospitare l’archivio?
2) Se è già stato individuato, se e quali opere bisogna eseguire, e con quale spesa, per destinarlo ad archivio?
3) Qual è la spesa preventivata per trasferire l’archivio in una nuova sede, visto che l’impegnativa operazione dovrebbe avvenire ad opera di una ditta specializzata, per evitare danni irreparabili a documenti e reperti che si trovano in non perfette condizioni;
4) Considerato che l’archivio custodisce documenti non solo “storici” ma di rilevante importanza – tra gli altri, pratiche edilizie, atti ostensibili in giudizi civili, penali, amministrativi e cosi via elencando -, qual è la spesa preventivata per assicurare l’indispensabile sorveglianza 24 ore su 24, così come avviene attualmente, gratis e “automaticamente” grazie alla Guardia di Finanza, che ha caserma e uffici proprio nello stesso edificio dove si trova ora l’archivio medesimo?
5) Il sindaco sa che l’attuale locale, che si estende per circa 4.500 mq, ospita non solo l’archivio ma anche beni sequestrati, cabine dismesse, suppellettili e oggetti vari?
6) E’ stata anche prevista, e in che misura, la spesa per trasportare tutta questa roba?
7) Per evitare “incidenti” analoghi a quelli derivati dalle luminarie montate sull’arco dell’Annunziata, è stata compulsata, e con quale esito, la Soprintendenza per ricevere il via libera?
8) Da ultimo, ma non per ultimo, se come e quando sia stato già inviato il recesso magnificato dai noti angiografi?
Credo che i cittadini, prima di esultare insieme agli agiografi, siano interessati a conoscere queste risposte. Per quanto mi riguarda, spero tanto che tutte le necessarie valutazioni tecnico-economiche siano state fatte e che alla fine l’operazione, nella sua complessa e impegnativa articolazione, si possa effettivamente risolvere anche in quella convenienza economica magnificata e pubblicizzata. Personalmente, però, al momento, nutro non pochi e motivati dubbi. Comunque, resto anche io in attesa di conoscere le risposte agli interrogativi che ho elencato.
Sul provvedimento relativo alla registrazione di tutti quelli che accedono agli uffici del Comune, pur conoscendo le obiettive difficolta dovute alla carenza di personale, mi chiedo e chiedo : più che disporre quella registrazione, il sindaco, innanzitutto, perché non ha sinora provveduto ad assicurare un funzionamento “ decente”, “accettabile” almeno di alcuni uffici importanti, per evitare che i cittadini soffrano di un disservizio che li umilia e li costringe ad attese e a perdite di tempo inammissibili.?
Solo per un esempio emblematico:
sa il sindaco che oramai gli aversani sono costretti a recarsi presso altre città per richiedere ed ottenere all’istante o in appena qualche giorno la carta di identità, a fronte dei mesi occorrenti ad Aversa? E questa sarebbe la famosa città virtuosa pubblicizzata in campagna elettorale? A mia memoria, Aversa, ma purtroppo non solo per queste gravi disfunzioni, non ha mai vissuto una situazione così vergognosa.