De Luca, Martusciello, Zannini, Matacena e le scimmiette 

La situazione politica regionale sta attraversando un momento che può paragonarsi al bradisismo puteolano. I movimenti tellurico-politici sono continui, incessanti e destinati a rivoluzionare l’assetto territoriale di potere. Senza attendere la decisione della Corte costituzionale sulla legittimità del terzo mandato, il Partito democratico, il Movimento 5 stelle, Azione, Italia Viva, partitini di contorno insieme a qualche lista tattica hanno definitivamente chiuso la porta a De Luca e hanno affidato al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi l‘incarico di formare la coalizione che scenderà in campo per le regionali. De Luca, livido, in evidente difficoltà e messo nell’angolo, ha pensato bene di rispondere all’”affronto” imbastendo una grande adunata. E così qualche giorno fa ha fatto marciare su Napoli i suoi fedelissimi per dimostrare che lui non si fa intimorire, non indietreggia e che comunque, accada quel che accada, è pronto a scendere in campo e a combattere fino all’ultimo voto, e anche all’ultima frittura di pesce. Nel rassemblement dei sindaci e dei consiglieri regionali dichiaratisi – almeno sino ad oggi- ancora suoi fedeli vassalli c’era naturalmente anche il consigliere regionale Giovanni Zannini. Il quale, a sua volta, come segno di una (apparente e momentanea) sua lealtà ha portato al guinzaglio ai piedi del grande e generoso capo i “suoi” sindaci. Tra questi, bene inquadrato, trotterellando e ridente come al solito, svettava il sindaco aversano Francesco Matacena. La concertazione  cameratesca, però, non ha sortito alcun effetto intimidatorio nei confronti della coalizione di Manfredi. In molti, infatti, sono convinti che quelle presenze esibite a sostegno di De Luca sono, per così dire, a tempo determinato. O, tanto per essere più chiari, a scadenza programmata come gli yogurt. Per limitarsi a Zannini, si sta sempre più accreditando la notizia che, se non si verificherà qualcosa che lui spera e assicura che non si verificherà, è pronto a spiccare un altro grande salto e a volare tra le programmate, accoglienti e già spalancate braccia di Forza Italia in persona di Fulvio Martusciello. A riprova di questa sua decisione – ovviamente non ancora ufficializzata, anzi smentita perché il “limone” De Luca va spremuto per carpirne anche l’ultima goccia – si fa riferimento ad un corposo tesseramento in Forza Italia che Zannini avrebbe già fatto fare in vari comuni ai suoi fedelissimi in modo da entrare nella casa forzista con spalle larghe e ben corazzate. Quali le conseguenze di questa situazione sull’Amministrazione comunale aversana, di cui Zannini è stato il costruttore e Matacena il suo sottomesso e fedele “manovale” ?  Beh, non è difficile immaginarle. Ancora una volta quando il padrone dirà alle sue “scimmiette” ammaestrate di ballare le scimmiette obbediranno e immediatamente balleranno la danza che dirà loro di ballare.